Donald Trump non ferma la sua opera di industrializzazione: vorrebbe superare le restrizioni imposte negli ultimi 20 anni sul taglio delle piante nelle foreste americane monumentali e vorrebbe sottrarre la Tongass National Forest all’Alaska.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, il Tycoon vorrebbe mettere a rischio più della metà della foresta pluviale più intatta al mondo, aprendola di fatto a progetti edili di cemento, elettricità e costruzione di miniere.
L’attività mineraria, croce portante dell’industria cavalcante americana, fu anche la condanna dei Nativi Americani: è noto come in nome dell’oro, il popolo dei Pellerossa si videro derubati della loro terra.
I progetti energetici minerari pendono, come una condanna, sulla Tongass National Forest in Alaska, la maggiore foresta degli Stati Uniti, per costruire nuove strade nel territorio e, di conseguenza, aprirla all’industrializzazione.
Il segretario dell’Agricoltura Sonny Perdue, prevederebbe di eliminare circa 68mila km quadrati di bosco, per edificare.
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