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Il Sud Tirolo non è più Alto Adige

“E’ un termine fascista” dicono i secessionisti tedeschi, riferendosi al termine Alto Adige, per indicare la loro zona. Così, ecco da Bolzano giungere un provvedimento che elimina i termini italici “Altotesino” e “Alto Adige”, con il sostegno della Volkspartei.

Quella che sembra solo una provocazione, in realtà implica l’autorizzazione ai cittadini di cultura e lingua tedesca di iscriversi all’Albo dei medici, commercialisti, avvocati italiani. Anche se non masticano una parola di italiano.

Una norma nata per portare personale nelle istituzioni della zona, che rischiano di chiudere per mancanza di personale, ma che avendo luogo in un territorio a livello giurisdizionale a tutti gli effetti italiano, si ripercuote su tutta la penisola, dividendo gli alleati dell’opposizione: Lega e Fratelli d’Italia. La prima, infatti ha “ingoiato il rospo” perché in zona altoatesina è al governo assieme alla SVP.

L’Alto Adige fu austriaco sino alla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1919, quando, con il trattato di Saint Germain, con i suoi 200mila abitanti di lingua tedesca, passò all’Italia. Forzatamente italianizzato durante il ventennio fascista (vennero tradotti persino i cognomi tedeschi, italianizzati; insegnanti tedeschi vennero licenziati, sostituiti da italiani. Divenne Regione autonoma dopo la Seconda Guerra mondiale, pur sempre rimanendo annesso all’Italia. Dagli anni ’70, essendo regione a statuto speciale, su base provinciale, riceve sussidi statali.

Secondo l’attuale disegno di legge provinciale, sparirebbero i termini “AltoAdige” e “Alto tesino”, per lasciare il posto a “Provincia di Bolzano” e all’invariato “SüdTirol”.

Polemiche che non si placano, sui due fronti divisi: chi come l’alpinista Messner dà manforte ai sudtirolesi di contro coloro che si definiscono”altotesini” dicendo che “Alto Adige fu un’invenzione di De Gasperi”, e chi, come lo sciatore Thoeni si definisce “altotesino” che vince “in nome dell’Italia”.

Poiché laddove la politica unisce con la forza, l’ideologia divide. E quella non la si potrà mai imporre.

 

 

 

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