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La ferrea determinazione leghista piega PLR e PPD – Il voto sul destino dell’aeroporto

Seduta delle grandi occasioni questa sera al Palazzo dei Congressi per il voto su Lugano Airport. Il Municipio presente in corpore. Giornalisti e pubblico.

Si votava su tre rapporti: quello di Lega/UDC, coincidente nella sostanza con il messaggio del municipio (ricapitalizzazione, risanamento delle perdite e copertura del deficit d’esercizio per il 2020); quello presentato da PLR e PPD (la stessa cosa ma munita di “paletti”, cioè condizioni supplementari peraltro dichiarate “inaccettabili” dal Sindaco); infine quello del PS, contrario alla ricapitalizzazione e al rilancio, nel linguaggio comune battezzato “progetto campo di patate”, una denominazione che ha avuto molta fortuna.

Ebbene, Lega e UDC l’hanno spuntata, dopo tre lunghe ore, e il loro Rapporto è stato approvato con 43 Sì, 11 No e 1 astenuto. Alla fine contrari solo i socialisti, fatta eccezione per l’indipendente di sinistra Jacques Ducry, che ha votato bizzarramente per la Lega.

Il voto cruciale in realtà era avvenuto prima, quando i rapporti di Lega/UDC e PLR/PPD si sono confrontati direttamente: 22 a 21 per i leghisti implacabili con i loro molto meno numerosi amici UDC (attenzione però, questi sono i numeri del 2016).

Dopo di ciò Tricarico e Valenzano Rossi hanno dichiarato che i loro gruppi si sarebbero accodati.

I conti tornano fino a un certo punto (o non tornano affatto) perché sulla carta liberali e pipidini fanno 18 + 9 = 27 mentre Lega e UDC fanno 18 + 3 = 21. Ma mettiamoci anche Ducry, così arriviamo a 22.

Una serata prolissa e faticosa, ma non priva di interesse.

COMPLEMENTI

  1. I “paletti” imposti da PLR e PPD esigevano un passaggio ai privati entro il settembre 2020 e l’elaborazione di un piano sociale per i dipendenti in esubero. Solo aviazione generale.
  2. I socialisti decideranno sabato 30 se lanciare il referendum comunale contro la decisione del CC.

LIBERO COMMENTO DI TICINOLIVE

—  Vincitore della serata dev’essere dichiarato il Sindaco, anche se non sappiamo se sarà il vincitore finale.

—  L’opposizione “di centro” (nome di moda) PLR-PPD disponeva teoricamente di 27 voti, benché non sia andata oltre i 21. Il voto fantasioso di Ducry (che ha un vero genio per mettersi al centro dell’attenzione) è risultato così decisivo. Tutti parlano di lui.

—  Il capogruppo UDC Galeazzi ha portato 3 voti. Galeazzi ha avuto un ruolo di primo piano nella pubblicistica su Lugano Airport, assumendo in genere posizioni molto critiche, e ricercando e mobilitando qualificati esperti del ramo. A lui si deve la candidatura al CdA di Lasa del fondatore di Darwin Mosè Franco, sonoramente bocciata dal consiglio comunale. Solo gli stupidi non cambiano mai idea e sulla via di Damasco Saul-Tiziano è stato… folgorato.

—  Come tutti sanno la sezione PLR le aveva sparate abbastanza grosse, giungendo a dichiarare (tra l’altro) che non avrebbe più votato un centesimo per l’aeroporto “se non si fosse azzerato il consiglio d’amministrazione di Lasa”, una dichiarazione di guerra che parve spietata a molti. Negli ultimi giorni il PLR è sceso a ben più miti consigli. Karin sempre sorridente, simpatica e gentile con tutti (ma non tutti sono gentili con lei).

— Andremo forse all’inferno ma la nostra opinione non cambia. Si è votato un “tirar là per un anno” aspettando un miracolo. Dopo tutto Cristo resuscitò Lazzaro. Potrebbe forse ripetersi con Lugano Airport. Dire basta può essere un esercizio troppo difficile.

— La via maestra è il voto popolare. Socialisti e Verdi sono più o meno obbligati a lanciare il referendum. Possono sperare di ricevere un sostegno che va al di là della loro “parrocchia”. Sabato 30 novembre, giorno di sant’Andrea, sapremo.

 

 

 

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