Seduta delle grandi occasioni questa sera al Palazzo dei Congressi per il voto su Lugano Airport. Il Municipio presente in corpore. Giornalisti e pubblico.
Ebbene, Lega e UDC l’hanno spuntata, dopo tre lunghe ore, e il loro Rapporto è stato approvato con 43 Sì, 11 No e 1 astenuto. Alla fine contrari solo i socialisti, fatta eccezione per l’indipendente di sinistra Jacques Ducry, che ha votato bizzarramente per la Lega.
Dopo di ciò Tricarico e Valenzano Rossi hanno dichiarato che i loro gruppi si sarebbero accodati.
I conti tornano fino a un certo punto (o non tornano affatto) perché sulla carta liberali e pipidini fanno 18 + 9 = 27 mentre Lega e UDC fanno 18 + 3 = 21. Ma mettiamoci anche Ducry, così arriviamo a 22.
Una serata prolissa e faticosa, ma non priva di interesse.
COMPLEMENTI
LIBERO COMMENTO DI TICINOLIVE
— Vincitore della serata dev’essere dichiarato il Sindaco, anche se non sappiamo se sarà il vincitore finale.
— L’opposizione “di centro” (nome di moda) PLR-PPD disponeva teoricamente di 27 voti, benché non sia andata oltre i 21. Il voto fantasioso di Ducry (che ha un vero genio per mettersi al centro dell’attenzione) è risultato così decisivo. Tutti parlano di lui.
— Il capogruppo UDC Galeazzi ha portato 3 voti. Galeazzi ha avuto un ruolo di primo piano nella pubblicistica su Lugano Airport, assumendo in genere posizioni molto critiche, e ricercando e mobilitando qualificati esperti del ramo. A lui si deve la candidatura al CdA di Lasa del fondatore di Darwin Mosè Franco, sonoramente bocciata dal consiglio comunale. Solo gli stupidi non cambiano mai idea e sulla via di Damasco Saul-Tiziano è stato… folgorato.
— Come tutti sanno la sezione PLR le aveva sparate abbastanza grosse, giungendo a dichiarare (tra l’altro) che non avrebbe più votato un centesimo per l’aeroporto “se non si fosse azzerato il consiglio d’amministrazione di Lasa”, una dichiarazione di guerra che parve spietata a molti. Negli ultimi giorni il PLR è sceso a ben più miti consigli. Karin sempre sorridente, simpatica e gentile con tutti (ma non tutti sono gentili con lei).
— Andremo forse all’inferno ma la nostra opinione non cambia. Si è votato un “tirar là per un anno” aspettando un miracolo. Dopo tutto Cristo resuscitò Lazzaro. Potrebbe forse ripetersi con Lugano Airport. Dire basta può essere un esercizio troppo difficile.
— La via maestra è il voto popolare. Socialisti e Verdi sono più o meno obbligati a lanciare il referendum. Possono sperare di ricevere un sostegno che va al di là della loro “parrocchia”. Sabato 30 novembre, giorno di sant’Andrea, sapremo.
Nelle carte che emergono a margine del caso Jeffrey Epstein compaiono spesso nomi che, letti…
Francesco Pontelli La crescita dell'export sicuramente rappresenta un fattore di consolidamento dell'economia nazionale italiana vedi…
HIC ET NUNC – Psicologia e diritti civili: comprendere la crisi iraniana tra repressione, memoria…
Enrico Cannoletta Il verificarsi dei miracoli è sempre stato materia di contendere tra materialisti e…
«Se Israele cade, cadiamo anche noi». Le parole di Manuel Valls , ex primo ministro…
Una signora mi ha scritto: "Feltri dice quello che noi non possiamo dire". Ha perfettamente ragione. Ho…
This website uses cookies.