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5G : il confronto USA-Cina – di Vittorio Volpi

Gideon Rachmann sul Financial Times sostiene che il Summit di giorni fa della Nato “non ha presentato un’immagine di unità”, anzi…

5G a Washington? 5G a Pechino? Oh no, 5G a Besso!

Ma osservando fra le righe del documento finale, c’è un’annotazione molto importante. Si ricorderà che “il nemico dell’Europa Occidentale” raison d’être della NATO, era un tempo l’URSS ed i suoi alleati dietro la “cortina di ferro”.

Oggi quel nemico non c’è più o molto meno, ovvero, è rimasta la Russia. Una cosa diversa.

Dicevamo della sorpresa nel documento riassuntivo del meeting: la Cina appare come avversario, nemico. Sta scritto che “Beijing growing influence poses challenges”. Cioè, l’influenza crescente della Cina è un challenge per la Nato e si aggiunge nel rapporto “dobbiamo affrontare il problema uniti”.

L’affermazione , interpretata, vuol dire che i paesi dell’Europa Occidentale, membri della Nato, si rendono conto che il confronto Cina- USA li riguarda e confermano un documento della UE di inizio anno che concludeva così “la Cina è un rivale sistemico”.

Chi manovra le “marionette europee” è ovviamente Washington. Dopo la Brexit, il Regno Unito sarà ancora presumibilmente più vicino agli USA e noi europei, privi di una politica comune, saremo sempre più deboli, restando a guardare il confronto USA-Cina, di fatto già in corso.

Basti osservare come si sta sviluppando il confronto nella tecnologia del 5G. Ci sono affermazioni da vari governi che le apparecchiature della Huawei (e non solo, ma qualsiasi 5G) contengano “back doors”, diciamo essenzialmente la potenzialità di “spiare” le comunicazioni digitali, ivi inclusa la voce. Va ricordato che la Huawei è stata fondata e guidata da un ex ufficiale PLA (esercito cinese), ciò che rende la società cinese sospetta.

Huawei, si sostiene, sarebbe quindi in grado di offrire al governo cinese le possibilità di utilizzare il flusso delle comunicazioni quando queste raggiungono la stazione cellulare. In realtà queste illazioni sono molto discutibili perché gli “end users” dei cellulari hanno metodi di protezione criptografica, ergo, il contenuto delle comunicazioni non sarebbe accessibile alle autorità cinesi.

Il problema è molto politico perché gli USA non vogliono che la Huawei continui ad avere il successo che ha. L’argomento come abbiamo visto è controverso e molto critico perché gli alleati, sia da parte USA che cinese, saranno costretti ad allinearsi o con l’uno o con l’altro. Sarà un danno per il  progresso tecnologico perché dovremo vivere con “due sistemi”. Lo conferma un editoriale del Financial Times “why Europe will choose the US over China” (perché l’Europa sceglierà gli USA e non la Cina).

Vittorio Volpi

 

 

Relatore

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