Il 16 gennaio del 1979 l’Ayatollah Ruhollah Komeini instaurò in Iran il regime islamista integralista, imponendo il velo integrale alle donne e facendo ripiombare quello che negli anni ’70 era stato, con lo Scià Reza Pahlavi uno dei più moderni Stati del mondo, nel buio e tetro medioevo islamico, in cui versa tutt’ora.
Oggi, dopo l’uccisione del generale Solemaini da parte di un drone americano, gli studenti dell’università di Teheran protestano. Ma non bruciano le bandiere americane o israeliane. Anzi. In un video girato dagli studenti presso il campus dell’Università Shahid Beheshti della capitale della Repubblica Islamica, si vede chiaramente come i giovani evitano apertamente di camminare sulle bandiere di Stati Uniti e di Israele, (disegnate per terra affinché venissero calpestate dai protestanti), per evitare di calpestarle. Un’aperta sfida agli Ayatollah Komeinisti?
Si spera, forse. Quel che si può auspicare è che l’Iran torni un paese libero e moderno, come lo era prima, nei tempi d’oro (e filo atlantici) dello Scià.
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