La serata è stata lunga e laboriosa ma alla fine il risultato l’ha dato. L’assemblea generale del PPD luganese doveva decidere la composizione della lista per l’Esecutivo. La Commissione cerca aveva proposto sei nomi per sei posti (il settimo essendo riservato ai Verdi liberali). La granconsigliera Nadia Ghisolfi si era messa a disposizione del partito e desiderava scendere in campo, ma la commissione cerca l’aveva esclusa “perché con 9 pietre preziose dovevamo comporre la collana più bella” (di sei).
La cosa non era andata a genio al presidente Angelo Petralli, una personalità sanguigna che non le manda a dire. Aveva promesso rivelazioni eclatanti. Era presente, ormai dimissionario, e ha parlato, ma di rivelazioni eclatanti nemmeno l’ombra.
156 gli aventi diritto, un bel numero rallegrante (la competizione fa bene). Presiede l’assemblea l’on. Angelo Jelmini. Il presidente Dadò e il consigliere di Stato De Rosa passano a salutare e a incoraggiare.
Quasi alle dieci il verdetto fatale. I risultati numerici non vengono comunicati, solo i nomi degli eletti. Quando arriva “Ghisolfi” scatta un applauso. Rimane esclusa Sara Beretta Piccoli, che non nasconde la sua delusione. La politica talvolta è amara. A qualcuno doveva toccare ma… “non è giusto che tocchi a lei!” commenta Petralli.
La nostra personale opinione di osservatore esterno è che il PPD luganese abbia preso una buona decisione. La granconsigliera Nadia Ghisolfi è una candidata forte capace di conseguire buoni risultati elettorali. Desiderava candidarsi e, nonostante fosse stata esclusa dalla Commissione cerca, si è sottoposta al giudizio dei membri del partito.
Le è stato concesso di competere e solo questo chiedeva.
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