Nessun contrasto, nessuna avversità. Smentite le voci che palpitavano un Sinodo, un concilio e forse pure un antipapa: tra Benedetto XVI e Papa Francesco non ci sarebbero ostilità.
E’ quel che Francesco rivela in un libro – intervista su “San Giovanni Paolo Magno”, in cui il Pontefice in carica sostiene di pensarla esattamente come Wojtyla: il celibato sarebbe per entrambi una “grazia” di Dio, non una restrizione. E colui che in Occidente viene chiamato come “il papa comunista”, a Buenos Aires verrebbe addirittura visto come “un papa conservatore.”
Papa Francesco, nel libro intervista redatto da don Luigi Maria Epicoco, mira ad annullare il contrasto tra le chiese di Cracovia e Buenos Aires, tra il “conservatore” Wojtyla e l'”innovatore” Bergoglio. No, sostiene quest’ultimo, tra i due pontefici vi è un filo conduttore che annulla le ostilità, in primis ostentate dai cattolici reazionari tradizionalisti.
E Benedetto XVI? Chiaramente non si può ignorare il papato del Papa oggi Emerito, certamente più conservatore dell’attuale pontefice, (nel solco di Woltyla? Questo è da vedere). Ma il libro pubblicato da questi e dal Cardinal Sarah, chiaramente, propone una visione opposta a quella di Bergoglio, basti pensare le richieste pressanti dei due uomini conservatori, inviate a Francesco, sul non “calpestare” il celibato ecclesiastico.
Bergoglio risponde che, nonostante siano cambiate, dal passato, molte “forme” di essere sacerdote, “la sostanza” non cambia. Francesco conclude sostenendo che il celibato ecclesiastico sia dono della grazia divina e non una restrizione, proponendosi come il vero successore di Wojtyla.
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