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Sentenza Harvey Weinstein: colpevole di atti sessuali criminali e stupro

Dopo giorni di attesa la giuria, composta da 7 uomini e 5 donne, ha finalmente emesso il verdetto che condanna il 67enne produttore cinematografico Harvey Weinstein. Accusato di stupro e molestie da 105 donne, Weinstein doveva rispondere di 5 capi d’accusa: uno di atti sessuali criminali, due di stupro e due di predatore sessuale. In particolare quest’ultima accusa, la più grave, prevede come pena massima l’ergastolo. Proprio da questa accusa Weinstein è stato scagionato mentre è stato dichiarato colpevole di stupro di terzo grado, avvenuto nel 2013 ai danni di Jessica Mann e di atti sessuali criminali di primo grado nei confronti di Miriam Haleyi.

Quando si parla di violenza sessuale di terzo grado si intendono rapporti con una persona non consenziente che però non è stata costretta con l’uso della violenza fisica, mentre il reato di atti sessuali criminali di primo grado prevede che i rapporti siano avvenuti con costrizione ed è il reato più grave del quale il produttore deve rispondere. In base a questa sentenza Weinstein rischia una condanna dai 5 ai 25 anni per il crimine sessuale di primo grado e fino a 4 anni per il reato di stupro di terzo grado.

Dopo il verdetto l’imputato è stato ammanettato e portato in carcere dove attenderà la sentenza che potrebbe arrivare già l’11 marzo. I legali dell’uomo avevano chiesto che gli venissero concesso gli arresti domiciliari data la sua salute cagionevole ma il giudice ha deciso diversamente.  L’accusa più grave, quella di aggressione sessuale predatoria ai danni dell’attrice Annabella Sciorra, poteva costare a Weinstein l’ergastolo nel caso in cui la sua colpevolezza fosse stata riconosciuta “oltre ogni ragionevole dubbio” ma così non è stato.

Il processo era cominciato lo scorso 6 gennaio e verteva sulla testimonianza di due donne, l’ex assistente di produzione Miriam Haleyi che era stata costretta da Weinstein a praticargli sesso orale, e l’attrice Jessica Mann stuprata dall’uomo in una stanza d’hotel nel 2013. Molte altre testimonianze non hanno avuto alcun peso nel processo in quanto riguardavano fatti accaduti troppo tempo fa o fuori dalla giurisdizione dello stato di New York.

MK

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