Estero

Primarie democratiche: Joe Biden sempre più vicino alla vittoria

Ormai è praticamente certo: con ogni probabilità Joe Biden vincerà le primarie democratiche negli USA. La scorsa notte c’è stato il mini Super Tuesday e altri 6 stati americani hanno votato per eleggere un candidato. In tutto si assegnavano 365 delegati, ovvero coloro che avranno compito eleggere il candidato finale del partito alla convention estiva. Biden ha vinto in Mississippi, Michigan, Missouri e Idaho battendo clamorosamente Bernie Sanders. Meno evidente il suo vantaggio negli stati di North Dakota e Washington.

A questo punto per Sanders la situazione è irrecuperabile anche perché ieri Biden si è aggiudicato uno degli stati più importanti, il Michigan, che assegna ben 125 delegati. Per riuscire ad avere la meglio su Biden, come riferisce il Post, Sanders dovrebbe vincere tutte le prossime primarie con almeno il 60% di preferenze.

Biden appare rinvigorito come non mai dai suoi recenti successi: “Ora ci siamo, decisamente. Insieme possiamo vincere e battere Trump. Non lasceremo nessuno indietro, l’America deve tornare a guidare il mondo e non a isolarsi come sta facendo questo Presidente. È in gioco la nostra democrazia”. Inoltre vista l’emergenza sanitaria scaturita dalla diffusione del Coronavirus, il candidato democratico mette l’accento anche sul suo piano di rispolverare il progetto Obamacare che doveva garantire un sistema sanitario più equo agli americani. Gli elettori hanno fatto capire numerose volte che è arrivato il momento di offrire finalmente un servizio pubblico e il panico scatenato dalla recente pandemia non fa che rafforzare questa convinzione.

Per molti la vittoria di Biden è un ottimo segno in quanto è lui il candidato ritenuto più idoneo a sconfiggere Trump alle elezioni di novembre. Sanders invece sta subendo una sconfitta ben più amara di quella del 2016. Allora aveva potuto sfruttare la protesta contro Hillary Clinton per accaparrarsi molte preferenze ma ora il problema più immediato e pressante per i demarcati non è più la contestazione dell’establishment bensì la vittoria contro l’attuale inquilino della Casa Bianca.

MK

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