Un incendio boschivo di dimensioni considerevoli è scoppiato nella zona Chernobyl, luogo tristemente famoso per aver ospitato il peggior disastro nucleare della storia. Le fiamme attorno all’area sono divampate sabato e sin da subito centinaia di vigili del fuoco hanno lavorato per cercare di riprendere in mano la situazione. Due aerei e un elicottero sono stati mobilitati per aiutare nell’impresa e ben 50 tonnellate d’acqua state riversate per spegnere le fiamme. L’intervento si è rivelato efficace in quanto già domenica mattina “non c’erano più fuochi, ma solo alcuni focolai fumanti”. Circa 100 ettari di terreno boscoso tutto attorno alla vecchia centrale nucleare sono andati in fumo.
Il capo del servizio di ispezione ecologica Egor Firsov ha pubblicato su Facebook il dato più allarmante relativo al recente incendio. “Ci sono brutte notizie. Le radiazioni sono al di sopra della norma nel luogo dell’incendio. Come vedete nel video, gli indicatori segnano 0,14 e 2,3” si legge in un suo post. Una misura come quella riportata da Firsov è di circa 16 volte superiore ai valori considerati nella norma. Le autorità hanno riferito che le persone che abitano nelle vicinanze della zona non corrono alcun pericolo ma hanno anche ammesso che l’intervento per domare le fiamme è avvenuto con “diverse difficoltà” a causa delle radiazioni.
Ben 34 anni dopo il disastro che ha reso la cittadina ucraina celebre in tutto il mondo, Chernobyl fa nuovamente parlare di sé. L’area dove è scoppiato l’incendio è la cosiddetta zona di alienazione, un territorio vasto 2’600 chilometri quadrati dove non è permesso abitare. La zona, circondata da cartelli che vietano l’accesso, è da tempo abitata soltanto da animali selvatici ed è stata invasa da una lussureggiante vegetazione. Non è la prima volta che un incendio scoppia proprio in quell’area, anzi, succede regolarmente. Dal 2000 la centrale ha cessato definitivamente ogni attività (fino a quel momento 3 dei 4 reattori continuavano a produrre elettricità) e nel 2016 un’enorme cupola è stata installata come protezione sul quarto reattore, scoppiato nel lontano 1986.
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