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Minneapolis vuole smantellare e reinventare completamente la polizia locale

A Minneapolis, la città diventata ormai simbolo della protesta contro il razzismo partita in seguito all’uccisione di George Floyd, si sta discutendo un cambiamento radicale riguardante le forze dell’ordine. Secondo la maggioranza dei consiglieri comunali della città, la polizia locale non ha saputo rispondere in modo adeguato alle esigenze sociali della comunità e si è lasciata andare un po’ troppo spesso alla violenza e alla discriminazione. Quello di Floyd è infatti solo l’ultimo caso di molte altre violazioni dello stesso genere. Pertanto si è proposto un vero e proprio smantellamento del corpo di polizia così com’è adesso. Per ora il sindaco Jacob Frey si è detto contrario al provvedimento ma il numero dei consiglieri favorevoli è alto abbastanza da scavalcare il veto del sindaco.

Si tratta del primo vero provvedimento concreto in tal senso, ma sono tanti i cittadini americani che chiedono di tagliare i fondi e “passare a un nuovo modello di sicurezza”. Per questo la campagna “Defund the police” sta riscuotendo sempre più successo negli USA. “L’obiettivo è quello di riformarlo e di ricostruire insieme a tutta la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che davvero garantisca la sicurezza di tutti” ha dichiarato la portavoce del consiglio comunale di Minneapolis, Lisa Bender.

L’idea del governo locale della città principale del Minnesota è quella di rivedere completamente le norme, le procedure e le gerarchie delle forze dell’ordine, in modo da portare gli agenti di polizia a dover rispondere delle proprie azioni direttamente ai cittadini. Se fossero numerose le città ad imitare Minneapolis si tratterebbe di una riforma senza precedenti. Il sindaco di New York, pur senza prendere decisioni altrettanto drastiche, ha fatto un passo incontro al movimento “Defund the police” annunciando tagli importanti ai fondi della polizia di New York veicolandoli ai servizi sociali e quelli dell’aiuto ai giovani.

Per quanto rivoluzionarie siano le premesse, il movimento si scontrerà presto con uno dei sindacati più potenti degli USA, Union, che difende gli agenti iscritti in qualsiasi circostanza e rappresenta anche un’importante lobby elettorale.

MK

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