Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ci permettiamo unicamente di formulare una osservazione. Il testo dà per scontato che l’interesse pubblico consista nella conservazione dello stabile. Questo tuttavia non è un teorema bensì un’opinione (assolutamente legittima).
INTERPELLANZA
In tempi recenti a Lugano, raramente c’è stata una levata di scudi a favore di un edificio storico così grande come nel caso del deposito ARL a Viganello. Non appena, durante l’autunno del 2019, diventò pubblica l’intenzione di ARL di vendere il sedime affinché un privato lo abbattesse e ci costruisse un complesso alberghiero e di appartamenti di 7 piani, piovvero le reazioni di politica e società civile. Tutte tese a conservare l’edificio degno di protezione. Ecco l’elenco, verosimilmente non esaustivo:
Il Municipio di Lugano, resosi conto della sensibilità della faccenda, per voce del suo municipale Angelo Jelmini (capo dei dicasteri Pianificazione e Edilizia privata), ha presto tentato di calmare gli animi, comunicando al Consiglio Comunale di aver “deciso di incaricare i propri servizi di intraprendere uno studio preparatorio per elaborare eventualmente una zona di pianificazione: uno strumento che servirebbe a evitare che la pianificazione in allestimento[1] sia ostacolata da un uso del territorio in contrasto con il suo indirizzo”[2]. In un’opinione pubblicata sul Corriere del Ticino il 12 dicembre 2019 intitolata “Si potrebbe salvare la rimessa”, l’On. Jelmini ha pure dichiarato che “il comparto […] potrebbe essere ripensato da un profilo pianificatorio […] soprattutto se i principali proprietari che ne fanno parte, in primis ARL e la Città stessa (proprietaria di un immobile del comparto), lo volessero”.
Recentemente, l’Ufficio della natura e del paesaggio ha preavvisato negativamente la domanda di costruzione del complesso residenziale e alberghiero progettato sul terreno delle ARL a Viganello per il suo impatto sulla zona. Il progetto non rispetterebbe le disposizioni della Legge sullo sviluppo territoriale.
Alla luce di quanto esposto, risulta sorprendente l’intenzione del Municipio di Lugano di pensare a un tentativo di conciliazione fra il Cantone e il gruppo immobiliare promotore del palazzo di 7 piani[3]. Conciliazione che, generalmente, ha lo scopo di promuovere uno scambio di opinioni che possa portare ad eventuali accordi e al ritiro di opposizioni o preavvisi negativi per evitare lunghi contenziosi in ambito ricorsuale. In altre parole, un tentativo volto a garantire un’esecuzione spedita del progetto e, in questo caso, una commistione di interessi fra pubblico e privato.
Chiediamo dunque al Municipio:
Ringraziando per le risposte, salutiamo cordialmente. I Consiglieri comunali:
Nicola Schoenenberger (I Verdi)
Simona Buri (PS)
Danilo Baratti (I Verdi)
Sara Beretta Piccoli (MTL)
Giovani Albertini (MTL)
Urs Lüchinger (PLR)
Raoul Ghisletta (PS)
* * *
[1] Riferito all’allestimento del Masterplan della Città di Lugano all’interno del quale verranno valutati gli oggetti iscritti nell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS), nel quale è annoverato il deposito ARL di Viganello.
[2] https://www.cdt.ch/ticino/lugano/deposito-arl-non-e-detta-l-ultima-parola-YG2338067?refresh=true
[3] https://www.cdt.ch/ticino/lugano/eden-e-artisa-dietro-le-decisioni-degli-arbitri-del-paesaggio-KF2799873?refresh=true
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