(com) Ieri sera la RSI ha veramente toccato il fondo. La nostra televisione, finanziata in grandissima parte dal canone pagato dai contribuenti e delle aziende svizzere, ha pensato bene di pubblicizzare una catena alimentare italiana in barba a tutte le iniziative locali ticinesi per sostenere le attività commerciali sul nostro territorio.
La libertà di scelta del consumatore è legittima e garantita, ma proprio tirarsi la zappa sui piedi con la connivenza del servizio pubblico è inaccettabile.
Il dopo Covid19 per il Ticino sarà particolarmente duro – si ipotizzano licenziamenti di massa e fallimenti di molte aziende – e richiederà l’impegno di tutti, pubblico e privato per cercare di rilanciare i consumi e l’occupazione del Cantone. La scelta di RSI è irresponsabile e frutto delle scelte di dirigenti che hanno il posto di lavoro assicurato e che, ancora una volta, vivranno questo difficile periodo osservandolo dalla loro torre d’avorio.
C’è da vergognaRSI.
UDC TICINO
Piero Marchesi, presidente
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Poiché non abbiamo la televisione, non abbiamo visto nulla. Ma immaginiamo che sia tutto vero.
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