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Libia: l’America accusa la Russia alleata di Haftar di aver piazzato ordigni a Tripoli

Il comando militare americano in Africa, Africom, ha diffuso le foto di ordigni disseminati in territorio bellico: a spargerli sarebbe stata la compagnia Wagner, di mercenari… russi. Il Cremlino nega. 

Il comando americano per l’Africa, Africom, avrebbe documentato “da più di due mesi, ormai” con fotografie e materiale digitale, decine di trappole-bomba piazzate attorno a Tripoli mella ritirats delle mlizie del generale Khalifa Haftar e i suoi mercenari russi.

“il gruppo Wagner sostenuto dallo Stato russo” scrive Africom “ha posto mine terrestri e led (ordigni esplosivi improvvisati) in case periferiche della capitale libica”.

A Tripoli e Sirte sarebbero state piazzate, in maniera indiscriminata, bombe e trappole esplosive sino alla metà di giugno. L’accusa, durissima, viene dal generale dei Marines Bradford Gering, direttore delle operazioni di guerra di Africom, che aggiunge che le trappole sono state causa di un prolungamento della guerra civile, nonché di morti di civili innocenti. La Russia, aggiunge Bradford, è responsabile dell’eventuale stop a questo grave danno sulle popolazioni.

L’ammiraglio Heidi Berg, capo dell’Intelligence al comando, parla di “informazioni USA” che confermerebbero il coinvolgimento della Russia nel gruppo Wagner, violando l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite e mettendo in pericolo la vita di innocenti libici civili.

La risposta della Russia, però, è severa e nega ad oltranza: nessuna operazione russa in Libia, ha fatto sapere, perentorio, Dimitry Peskov, portavoce del Cremilino. Mosca, ha continuato Peskov, non sarebbe a conoscenza di alcuna operazione russa in Libia.

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