U.S. Marine Corps Gen. James F. Amos, left, the commandant of the Marine Corps, shakes hands with a U.S. Soldier in Tripoli, Libya, June 16, 2013. Amos was in Tripoli to visit with Marines and Sailors assigned to Special Purpose Marine Air-Ground Task Force Africa 13. Marines with the task force were the first reserve Marines to serve in Tripoli in an official capacity, providing additional security to the U.S. Embassy in the city. (U.S. Marine Corps photo by Sgt. Mallory VanderSchans/Released)
Il comando americano per l’Africa, Africom, avrebbe documentato “da più di due mesi, ormai” con fotografie e materiale digitale, decine di trappole-bomba piazzate attorno a Tripoli mella ritirats delle mlizie del generale Khalifa Haftar e i suoi mercenari russi.
“il gruppo Wagner sostenuto dallo Stato russo” scrive Africom “ha posto mine terrestri e led (ordigni esplosivi improvvisati) in case periferiche della capitale libica”.
A Tripoli e Sirte sarebbero state piazzate, in maniera indiscriminata, bombe e trappole esplosive sino alla metà di giugno. L’accusa, durissima, viene dal generale dei Marines Bradford Gering, direttore delle operazioni di guerra di Africom, che aggiunge che le trappole sono state causa di un prolungamento della guerra civile, nonché di morti di civili innocenti. La Russia, aggiunge Bradford, è responsabile dell’eventuale stop a questo grave danno sulle popolazioni.
L’ammiraglio Heidi Berg, capo dell’Intelligence al comando, parla di “informazioni USA” che confermerebbero il coinvolgimento della Russia nel gruppo Wagner, violando l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite e mettendo in pericolo la vita di innocenti libici civili.
La risposta della Russia, però, è severa e nega ad oltranza: nessuna operazione russa in Libia, ha fatto sapere, perentorio, Dimitry Peskov, portavoce del Cremilino. Mosca, ha continuato Peskov, non sarebbe a conoscenza di alcuna operazione russa in Libia.
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