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Giorni di decapitazioni e di follia – Ghiringhelli ha diritto di parola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, anche perché pensiamo che i media ticinesi non lo pubblicheranno affatto. Ghiringhelli è un uomo coraggioso. Nessuno è obbligato ad approvarlo ma egli ha il diritto – anche se non è Politicamente Corretto – di far conoscere le sue idee.

Per quanto attiene a Erdogan, Macron, la questione islamica e le decapitazioni precisiamo:

non abbiamo la minima simpatia per il Sultano, per gli assassini e i tagliatori di teste, per il burqa e il niqab (in Occidente). Ma neppure per Charlie Hebdo, sedicente campione dell’illuminismo e della libertà di parola, o per l’inquilino dell’Eliseo. Mai saremmo andati a strillare in piazza (come una certa signora di nostra conoscenza) “Je suis Charlie!”

Quanto ai premi conferiti dal Guastafeste ci limitiamo a sperare che a Erdogan non venga l’idea di istituire dei “contropremi” per i più valorosi avversari del cristianesimo in Francia o qualcosa del genere.

* * *

Egregi redattori,

decidendo di insultare il presidente francese Macron (reo ai suoi occhi di non aver condannato le vignette di Charlie hebdo) e di invitare tutti i musulmani a boicottare i prodotti francesi, l’islamofascista Erdogan ha probabilmente contribuito a risvegliare l’orgoglio nazionale dei francesi : una mossa azzardata che potrebbe dunque ritorcersi contro la Turchia. Richieste di sanzioni al Consiglio europeo sono già state preannunciate dal Governo francese, e se vi sarà un’ escalation di rappresaglie la Turchia e il suo folle presidente avranno tutto da perdere, perché il peso economico e militare della Francia è di gran lunga superiore a quello degli altri Paesi presi di mira dalla Turchia, come ad esempio la Grecia, l’Armenia o la Siria. Senza contare che in Francia vi sono almeno 800’000 turchi e parecchie decine di moschee sotto il diretto controllo della Turchia.

Un esempio di questo risveglio dell’orgoglio nazionale lo ha dato Charlie Hebdo pubblicando in prima pagina una vignetta dedicata a Erdogan, nella quale vi è un accostamento irriguardoso nei confronti di Maometto. Potrete vedere la vignetta collegandovi all’articolo apparso oggi sul sito francese anti-islam “Riposte laïque” (vedi link qui sotto), e che vi consiglio di leggere perché solleva una questione interessante.

Qualche anno fa , per sfuggire alle denunce di associazioni francesi, i responsabili del sito Riposte laïque (fondato da Pierre Cassen) avevano deciso di spostare in Svizzera la sede di questo sito, la cui presidenza venne affidata allo svizzero Alain Jean Mairet. Successivamente la sezione francese della Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo (Licra) aveva denunciato il nuovo direttore per aver pubblicato l’articolo di un ex-musulmano tunisino considerato offensivo verso i musulmani.

La giustizia francese decise che, anche se pubblicato su un sito svizzero, l’articolo incriminato poteva essere accessibile ai lettori francesi e per questo motivo decise che la denuncia rientrava nella sua giurisdizione. Per inciso aggiungo che al processo partecipò come testimone a favore del direttore il grande esperto di diritto arabo dr. Sami Aldeeb (domiciliato nei pressi di Losanna) , il quale confermò che quanto scritto nell’articolo incriminato corrispondeva a quanto contenuto nel Corano e nella Sunna. Malgrado ciò il tribunale condannò Alain Jean-Mairet a una multa di 8’000 euri per incitamento all’odio.

Ebbene, la decisione della giustizia francese di condannare un sito svizzero potrebbe ora ritorcersi contro Charlie hebdo, perché la giustizia francese potrebbe accettare di prendere in considerazione la denuncia proveniente dalla Turchia con la motivazione che le vignette pubblicate sul Charlie hebdo sono accessibili anche ai cittadini turchi.

Concludo ricordando alla stampa ticinese che nel 2019 Alain Jean Mairet e Sami Aldeb erano stati fra i tre vincitori del premio nazionale “Swiss Stop Islamization” ideato dal Guastafeste nel 2018 per ricompensare i coraggiosi critici dell’islam che si battono contro l’islamizzazione e contro la radicalizzazione dei musulmani , e che Pierre Cassen era e sarà ancora uno dei candidati di lingua francese (preannuncio che fra i nuovi candidati della quarta edizione in programma per marzo vi sarà anche Zineb El Rhazoui, la giornalista francese di origini marocchine che lavorava al Charlie hebdo e che era sfuggita all’attentato del 2015 perché quel giorno si trovava in Marocco). Peccato che la stampa ticinese (tranne il Mattino , il Mattinonline e Il Paese) boicotta questo premio non facendo certo onore a quella libertà di espressione messa in pericolo proprio dagli islamisti…

Cordiali saluti. Giorgio Ghiringhelli

Relatore

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