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Il volo di Draghi, 535 sì alla fiducia

Il nuovo governo italiano firmato Draghi, incassa la fiducia con 535 sì, 56 no e 5 astenuti e promette: “Lotta alla corruzione e alle mafie”.

Con un discorso di soli tredici minuti Draghi promette attenzioni alle piccole e medie imprese e giustizia, nonché nuovi provvedimenti per le carceri.

Il discorso verteva su Made in Italy, da tutelare dalla ” concorrenza sleale” per cui “l’impegno del governo sarà totale” ha assicurato, mentre, per la ripartenza delle piccole e medie imprese, ha detto che bisognerà “sostenere l’internazionalizzazione, potenziare il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e estendere il piano di industria 4.0”.

Per quanto riguarda carceri e giustizia, Draghi ha assicurato l’impegno del governo “per migliorare la giustizia civile e penale” ed istituire “processi di durata ragionevole in linea con la durata degli altri Paesi europei”.

Addio alla burocrazia bizantina, dunque, nella speranza dell’avvento di quella teutonica.

Infine, l’accenno alle carceri per il problema dell’emergenza della pandemia del coronavirus. “Non dovrà essere trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate esposte a rischio e paura del contagio”. ha sottolineato il premier.

Il dissenso più ferrato proviene da Giorgia Meloni, che paragona l’Italia alla Corea del Nord, e che incassa due nuovi deputati, il calabrese Vincenzo Sofo e l’emiliano Gianluca Vinci, i quali, dalla Lega passano a Fratelli d’Italia. Il trasformismo colpisce ancora.

Ci sono anche sedici deputati provenienti del Movimento 5 Stelle che hanno votato no, e dodici che invece sono stati semplicemente assenti. 15 i senatori espulsi, nel corso della giornata.

Come governo “tecnico” Draghi non supera il consenso incassato dal governo di Mario Monti, che aveva ottenuto 556 sì a Montecitorio, ma, dopo Monti e il governo Andreotti IV (del 1978) che ottenne 545 sì, Draghi si posiziona al terzo posto. Non male.

I complimenti arrivano da Nicola Zingaretti, segretario del PD, dal ministro degli Esteri M5S Luigi Di Maio e da Matteo Salvini.

La seduta è iniziata alle 9, e Mario Draghi non ha ripetuto a Montecitorio il discorso che ieri aveva già pronunciato a Palazzo Madama.

Interrotto ben otto volte dall’applauso dei deputati, ha concluso il suo discorso “Un Paese capace di attrarre investitori deve difendersi dai fenomeni corruttivi, lo deve fare comunque intendiamoci. Questi portano a effetti depressivi sul tessuto economico e sulla libera concorrenza”, evidenziando che, per combattere la corruzione, “è centrale il ruolo dell’Anac”.

Relatore

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