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Perché lo Sputnik no? Quattro deputati interrogano

immagine Pixabay

Nonostante, nell’ambito della campagna vaccinale contro il COVID-19, la Svizzera sia stata tra i primi paesi ad assicurarsi sul mercato il numero di dosi di vaccino sufficienti per la popolazione, queste sono ora limitatamente disponibili, siccome la produzione attuale non può coprire la richiesta. Ci risulta un saldo negativo di quasi 8’000 dosi per Pfizer e di quasi 9’500 dosi per Moderna, che ha impedito una maggiore copertura vaccinale delle persone a rischio. Le notizie sono invece molto più incoraggianti da Oriente, tanto che anche paesi dell’Unione Europea si stanno rivolgendo alla Russia per poter disporre del vaccino Sputnik: è notizia dello scorso 26 febbraio, ad esempio, che vi sono già stati colloqui esplorativi per la sua produzione direttamente in Austria.

Poniamo al Consiglio di Stato le seguenti domande:

  1. Lo scorso mese di dicembre, durante una conferenza stampa sulla campagna vaccinale, il farmacista cantonale aveva spiegato che in quel momento Swissmedic aveva in esame i vaccini prodotti da AstraZeneca, Pfizer, Moderna e J&J. Si tratta di vaccini rigorosamente di produzione occidentale. Per contro – spiegava sempre il farmacista cantonale – “i vaccini di Cina e Russia non ci concernono perché non sono (ancora) previsti per l’impiego in Svizzera”. Stando poi a fonti diplomatiche russe riportate dai media svizzeri, la Confederazione non avrebbe nemmeno preso in considerazione questa opportunità. Il Consiglio di Stato conosce i motivi di questa scelta? Se sì li condivide? Se no è disposto a chiedere al Consiglio federale di prendere in considerazione di rivolgersi anche al mercato russo?
  2. Cosa ne pensa il Consiglio di Stato di quella che noi sottoscritti deputati riteniamo essere una necessità urgente, e cioè di diversificare i vaccini disponibili nel nostro Paese, senza pregiudiziali geopolitiche e importando in Svizzera (oppure negoziandone una loro produzione entro i nostri confini) dei quantitativi sufficienti di vaccini russi (Sputnik), cinesi (CoronaVac, ecc.) nonché cubani (Soberana) al fine di accelerare la campagna di vaccinazione? Esiste la volontà da parte del governo ticinese di insistere su questa linea nei confronti delle autorità federali?
  3. Quali sono le motivazioni che hanno spinto le nostre autorità a preferire i vaccini a mRNA, i quali peraltro, ci risultano avere un costo di dieci volte superiore di quelli a tecnologia tradizionale?

Massimiliano Ay

Lea Ferrari

Tiziano Galeazzi

Eolo Alberti

Relatore

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