È giunto in redazione il comunicato dell’ass. Aida, sostenitrice del Molino. Lo pubblichiamo integralmente.
Esso offre il fianco ad alcune critiche.
La realtà “antagonista” avrebbe il “diritto” all’autogestione e ne “esige” il riconoscimento. Cioè in pratica la Città dovrebbe ospitare e nutrire i suoi “antagonisti”. Intendiamoci, la politica sa fare e ha fatto questo e altro, nel mondo e nei secoli.
Il discorso sul “dialogo” suona veramente insincero e credo che possa convincere pochissime persone (a parte quelle che sono già convinte).
Scontata e strumentale l’allusione alla vicinanza delle elezioni. Ma perché non porsi la semplice domanda: chi ha scelto l’8 marzo?
Anche la chiusa è interessante: “impedire lo scontro sociale”. La minaccia la vedrebbe anche un bambino. “Dobbiamo impedire lo scontro per le vie della città” titola ad esempio Tio.
Potremmo continuare ancora un po’ ma concludiamo dicendo – un pizzico di “par condicio” non guasta – che anche il Municipio (nel corso degli anni, lontani e recenti) ha avuto colpe molto gravi. Con il suo imbelle buonismo ha lasciato che che la situazione si eternizzasse e si incancrenisse. Aspetta e spera e alla fine… è peggio di prima. Il non fare è sempre più facile del fare (ma non necessariamente migliore).
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Aida prende atto della notifica di disdetta della convenzione.
Sebbene si siano lanciati appelli da più parti a non mettere in pratica quanto annunciato dopo l’ 8 marzo, evidentemente l’esecutivo vuole cancellare decenni di esperienze multiculturali, aggregative e ricreative da parte di una realtà antagonista. Aida ribadisce il diritto a forme di autogestione ed esige che queste vengano riconosciute come è successo in altre città elvetiche.
Deploriamo questa fuga in avanti che oggettivamente ipotecherà quel poco che si poteva salvare in termini di dialogo e di progettualità. Così facendo, l’esecutivo dimostra di non aver mai voluto trovare delle soluzioni che permettessero una continuità per l’autogestione.
A nulla valgono i vari proclami di volontà di dialogo e di accettazione a parole, quando invece si è sempre cercato un pretesto per agire in un’ottica di rifiuto totale. Con questa muscolosa prova di forza la città mostra veramente la sua essenza intollerante e insofferente verso chi non si vuole omologare e sottomettere. Il pretesto di una manifestazione non autorizzata ci sembra assai fuori luogo e il municipio si pone di fatto sopra tutto e tutti con questa opzione che poteva benissimo evitare. Sconcertante la tempistica, a un mese delle elezioni!
Per anni abbiamo sentito ripetere il mantra che non c’è dialogo con la controparte, ma ora la città ribalta la situazione creando tensioni e un probabile conflitto sociale. A che pro? Molto strana è l’ultima frase del comunicato in cui l’esecutivo dice di essere disponibile per una richiesta di mediazione! A questo punto risulta difficile comprendere questa schizofrenia tra sgombero e apparente apertura!
In questa brutta situazione manca di fatto il terzo attore, il Cantone, che è rimasto per troppo tempo latitante mentre avrebbe dovuto intervenire e promuovere una mediazione. Aida è disponibile per impedire, assieme ad altre realtà politiche o della società civile, che si giunga ad uno scontro sociale nelle strade e piazze della città.
Bruno Brughera, portavoce di Aida
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