Estero

Google solleva dal suo incarico il responsabile della diversity: aveva fatto commenti antisemiti

Si sa che internet non perdona, e lo ha sperimentato sulla propria pelle il capo della diversity di Google, Kamau Bobb. Più precisamente Bobb si occupava di assicurare le pari opportunità all’interno del colosso della tecnologia per i rappresentanti delle minoranze culturali, etniche, religiose e di genere.

Sembrerebbe che nel lontano 30 novembre del 2007, Kamau abbia pubblicato un post discutibile sul suo blog, sul delicato tema del conflitto israelo-palestinese. La frase incriminata sarebbe quella secondo cui gli ebrei “hanno un appetito insaziabile per la guerra e sono insensibili alle sofferenze altrui”. Contenuto ritenuto antisemita e pertanto fortemente condannato da Google.

Il post era di fatto stato cancellato ma un po’ troppo tardi. Lo aveva infatti letto e condiviso su Twitter il capo dell’organizzazione pro Israele Stand with Us Michael Dickinson: “Paragoni rivoltanti e antisemiti tra le azioni dei nazisti e quelle dell’unico paese ebraico al mondo”, ha commentato. Il suo tweet è stato immediatamente ripreso dal Simon Wiesenthal Center che ha chiesto le dimissioni di Kamau. Quest’ultimo non ha ancora commentato l’accaduto ma stando a quanto riferisce il New York Post ha inviato una email di scuse ai collaboratori ebrei di Google: “Quella che era pensata come una critica a una particolare azione militare ha alimentato cliché e pregiudizi antisemiti. Penso che possiamo essere tutti d’accordo, non c’è una soluzione facile a questa situazione, ma non è questo il punto. Il modo in cui ho espresso le mie opinioni su quel conflitto è stato offensivo”.

Google ha reagito immediatamente all’accaduto, sollevando Bobb dal suo incarico di responsabili di diversity e spostandolo in un altro reparto. “Condanniamo inequivocabilmente gli scritti passati di un membro del nostro team che stanno causando profonda offesa e dolore ai membri della nostra comunità ebraica” ha dichiarato in una nota Google, aggiungendo: “Questi scritti sono indiscutibilmente dolorosi. L’autore lo riconosce e si è scusato. Non farà più parte della nostra squadra per la diversity e si concentrerà sul suo lavoro Stem”.

MK

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