Editoriale

Piccole novità sul macello

Un abuso e due mail

Per settimane non si è sentito più nulla (il che non significa che nulla accadesse). Negli ultimi giorni due novità sono apparse.

La prima è una condanna per abusi sessuali. A far discutere non è tanto la condanna in sé quanto il fatto che la RSI ha omesso di riferire che gli abusi erano stati commessi all’interno del macello (ciò che il Corriere e la Regione – per non parlare dei portali – hanno invece chiaramente scritto). Una mossa a nostro avviso poco astuta, un po’ come spararsi in un piede. Il presidente Fiorenzo Dadò è partito lancia in resta contro questa omissione suscitando viva approvazione nel popolo dei “social” ed obiezioni stizzite tra le schiere dei politicamente corretti. Una notizia che – se non altro psicologicamente – pesa a sfavore dei molinari.

Pixabay (Steve Buissinne)

A brevissima distanza di tempo dal muro impenetrabile eretto dalla Procura intorno ai segreti del 29 maggio (anniversario della caduta di Costantinopoli, 1453) filtra un’indiscrezione – anche il muro più solido può avere una crepa – sotto forma di un paio di mail ormai acquisite agli atti. Sono mail della polizia comunale, del mese di marzo (ricordiamo che l’8 marzo ci furono i violenti disordini alla stazione).

Una prima mail riguardava le caratteristiche dell’edificio (nell’ottica di uno sgombero, o altro).

La seconda, inviata anche alla polizia cantonale, prendeva in considerazione – così informa la RSI – la demolizione dell’edificio. La domanda ovvia e cruciale recita: il Municipio (o alcuni municipali, ma quali?) aveva visto le mail, soprattutto la seconda? Secondo il Corriere i municipali avrebbero dichiarato di vederla per la prima volta in procura.

Per ora siamo a questo punto ma la situazione potrebbe evolvere, anche fuori dall’ufficialità. Un muraglione che ha mostrato una crepa potrebbe tutto sommato mostrarne anche due.

Due mail. Nei prossimi giorni il molino (inteso in senso lato) avrà una carta da giocare.

foto Ticinolive

Relatore

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