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Italia, viaggio tra le proteste no Green pass e “gli ordini” della terza dose

IL Commissario per l’Emergenza Covid, Francesco Figliuolo, scrive in una nota alle Regioni che “considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione”, esse dovranno “procedere con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario”.

Per adesso, i destinatari della terza dose sarebbero soggetti immunodepressi di tutte le età, quindi con patologie, over 80enne e operatori sanitari.

Nel frattempo, al porto di Genova, dove si teneva un vero e proprio presidio dei no Green pass, la polizia ha sgomberato l’accampamento, dove era stato allestito un vero e proprio campo base con tende e camper in cui dormire.

La polizia avrebbe condotto l’operazione in modo pacifico, al settimo giorno di protesta, trovandosi circa    una trentina di persone.

Durante lo sgombero è avvenuto però un momento di tensione quando alcuni manifestanti hanno tentato di fermare un Tir che entrava in porto.

Un francese è stato arrestato con l’accusa di resistenza e portato in questura.

La protesta a varco Etiopia, al porto di Genova, era diventata soprattutto simbolica: un presidio pacifico, che non creava disagi all’operatività del porto, dove i manifestanti invitavano gli autisti dei tir a una sosta per un caffè e mangiare un pezzo di focaccia. 

Lunedì mattina due agenti della polizia di frontiera avevano portato dei viveri ai manifestanti, manifestando così solidarietà e ricevendo in cambio abbracci e applausi.

Lo scalo portuale ha sempre mantenuto l’operatività, anche durante i giorni della protesta con presidi e blocchi stradali e ai varchi portuali, come quello davanti al terminal Psa di Prà, il più grande del porto di Genova.

Tensioni invece a Trieste dove, dopo il violento sgombero avvenuto con tanto di idranti e manganelli, si teme una nuova protesta per la quale sono attese oltre 20mila persone.

Il prefetto Valerio Valenti rassicura sostenendo che la protesta, anche se attesa, non è ancora stata dichiarata in Questura, pertanto non è detto che si verifichi.

Intanto, però, al centro di piazza dell’Unità d’Italia, il palco dei no Green pass è stato rimontato da una ditta specializzata di Padova, che è stata ingaggiata da un comitato dei manifestanti della città Euganea.

Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, il palco è stato autorizzato e verrà allestito e smontato quotidianamente fino a sabato.

C’è poi la figura di Dario Giacomini, medico novax sospeso dall’ordine, portavoce del neonato Coordinamento 15 ottobre, che, a proposito della diversa posizione espressa da parte del Coordinamento no Green pass Trieste, sostiene che non vi siano spaccature, ma solo divergenze nella dinamica organizzativa.

Relatore

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