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Un sì per lo sport, un sì per una nuova città

di Tiziano Galeazzi, municipale di Lugano

Spesso nelle ultime settimane mi è stato chiesto se sono favorevole o meno al nuovo progetto per il Polo sportivo e degli eventi (PSE). La mia risposta è sì. Il nuovo progetto non solo garantirà alle associazioni sportive e ai nostri atleti (anche d’élite) di avere una casa dello sport nel Luganese ma permetterà a tutto il comparto di Cornaredo di essere riqualificato e valorizzato. Ma andiamo con ordine.

Come detto, i contenuti sportivi – in questo progetto che ha l’ambizione di creare una sinergia tra i partner sportivi di tutto il Luganese e non solo – saranno importanti. È impensabile che oggigiorno i nostri atleti e sportivi o le giovani promesse del futuro debbano spostarsi da Lugano, un Comune di oltre 67mila abitanti, su tutto il territorio ticinese perché in città non vi sono strutture all’altezza o perché quelle attuali sono inutilizzabili e vetuste. A tal proposito ricordo ancora quelle tristi immagini viste in un recente approfondimento televisivo dove notiamo il degrado strutturale negli spogliatoi dello stadio o le infiltrazioni d’acqua importanti nelle cantine. Quelle immagini non fanno bene a una città come la nostra, che da sempre vuole essere all’avanguardia in Ticino. Non possiamo dunque più attendere, non possiamo permetterci di dare un’immagine del genere agli sportivi che da tutto il Ticino e da tutta la Svizzera giungono a Lugano per allenarsi o per praticare il proprio sport.

Come detto, però, questo importante progetto del PSE oltre ad aggiornare le strutture sportive, ridisegnerà un comparto pregiato della nostra città, il quartiere di Cornaredo. La porta d’entrata a Nord di Lugano, una vetrina per tutto il nostro territorio. Chi entrerà attraverso la galleria Vedeggio-Cassarate a Lugano troverà un quartiere del tutto nuovo, ridisegnato e valorizzato con aree ricreative. Da troppo tempo ci sentiamo dire che a Lugano non si fa nulla per migliorare i quartieri dal punto di vista urbano e architettonico, che la nostra città deve aggiornarsi e restare al passo con i tempi anche dal profilo ricreativo. Ecco, questo progetto va proprio in quella direzione, donando una maggiore qualità di vita a Lugano, fra l’altro con un parco urbano di oltre 12’000 m2. 

Non ascoltiamo dunque le sirene delle solite cassandre che vorrebbero congelare Lugano così com’è nel tempo, ferma al palo per altri venti o trent’anni. Questo treno – come si suol dire – passa una sola volta, e se questa volta non lo prendiamo saremo costretti ad aspettare molti, troppi anni prima di poter realizzare un progetto importante per lo sport ma anche per il nostro Comune e Cantone.

Relatore

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