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La Prima della Scala? Un videogame: “bisogna aggiornarsi”| Applausi per Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella fa il suo ingresso alla Scala per la Prima, accolto dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dal governatore lombardo, Attilio Fontana e dal Prefetto di Milano, Renato Saccone.

La sua entrata in sala viene accolta da un lungo applauso e dall’inno di Mameli, cantato anche da molti spettatori in sala, diretto dal maestro Riccardo Chailly.

Il Macbeth di Giuseppe Verdi è l’occasione per la sfilata dell’élite della società, che agogna un posto tra le testate online del giorno dopo.

Per alcuni manifestanti, là fuori, però, è anche l’occasione per protestare contro quello che, in quella società, non va: il comitato Milano in movimento ha protestato con striscioni che recitavano “accendete i riflettori sugli invisibili” per ricordare che, là fuori, 3mila persone dormono all’addiaccio.  

Il “Macbeth” di Verdi non è il sovrano della Scozia del Medioevo ma un uomo d’affari nella versione dell’opera di Davide Livermore diretta da Riccardo Chailly: la versione onirica, distopica e anacronistica non convince tutti.

Qualche “buh” è stato gettato a Livermoore, ma protagonista che ha il ruolo del titolo ribatte: “Stare sul palco e cantare stando fermi come si faceva 30-40 anni fa non funziona più, oggi ci sono tanti stimoli, serie tv, internet, tv e cinema: c’è bisogno che il pubblico si emozioni con noi”.

L’allestimento ultramoderno del regista torinese, tra il film di fantascienza e il videogame, è stato apprezzato dal pubblico glamour, intenzionato a farsi fotografare e a finire sulle riviste patinate, meno, invece, dal loggione occupato, tradizionalmente, dagli appassionati di lirica: il cerchio degli specialisti ha iniziato a rumoreggiare sin dal primo atto.

Peccato che i fischi non facciano notizia più di un abito glamour, non più, almeno, come duecento anni fa.

Relatore

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