Che lo sport sia solo sport, sappiamo, è un desiderio, un’utopia. Xi Jinping ha confermato che questi giochi dovranno essere “semplici, splendidi, sicuri”. Un bel programma che siano poi solo sport e non politica è tutto da vedere. Come in altri casi, in questi eventi la neutralità dalla politica non c’è quasi mai.
È per questo che Guido Santevecchi sul CdS scrive “lo sport è anche politica che proietta prestigio e potenza” ed aggiunge “domani a Pechino si aprono i giochi invernali con Putin ospite d’onore. Per la prima volta Xi ha un incontro di persona con uno straniero dall’inizio della pandemia”.
Cina e Russia hanno bisogno di far fronte comune nella sfida fra Oriente e Occidente. Per questo i riflettori saranno puntati su Xi e Putin. Avranno un’agenda delicata da discutere sui loro tavoli. I due si stimano, si chiamano amici del cuore, decine le occasioni di incontro. Non sono come in altri paesi occidentali, in genere, dopo i leaders scompaiono veloci ed escono di scena. I rapporti economici fra Cina e Russia si sono rafforzati. Si stima che un quinto del commercio russo con l’estero sia con la Repubblica Popolare Cinese. La Russia è il paese più ricco di risorse naturali al mondo e la Cina è il consumatore di risorse più grande del pianeta, data la popolazione di 1.4 miliardi di abitanti. Quindi si tratta di un matrimonio ideale.
Non parliamo poi del rapporto politico sviluppatosi profondamente con Putin e Xi. Lo si è visto di recente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Cina solidale con gli interessi russi sulla questione Ucraina, in cambio Putin sarà solidale sulla questione Uiguri ( e Taiwan ) sostenendo la non ingerenza negli affari interni di un paese.
Presenti a Pechino per la politica, personaggi inquietanti come Mohammed Bin Salman (ricordiamo l’assassinio di Kashoggi), Kassim Jomart Tokayev- Premier kazako. Alla parata un boicottaggio formale, non presenzieranno inter alia i responsabili di Usa, Canada, Giappone, Australia.
Se è vero che per Putin il comportamento di questi paesi è una “finestra politica dello spirito olimpico”, è ironico notare che non ci sarà nemmeno la bandiera russa perché la Russia è stata squalificata per lo scandalo del doping statale.
Intanto è scattata la staffetta della torcia che accenderà il fuoco venerdì nel Tripode dello stadio Nido d’Uccello. I tedofori sono ben scelti, da Yao Ming, celebrità della pallacanestro, a Jing Haipeng, astronauta ed anche il colonnello Qi Fabao, militare ferito nei combattimenti sul confine dell’India nel giugno 2020.
Una parola su come avverrà l’inaugurazione pur in presenza di un pubblico limitato, più che altro ad inviti. Sarà uno spettacolo molto interessante. Il clou sarà quello delle donne che danzano nelle strade, una tradizione che riguarda un centinaio di milioni di persone. Come di consueto quando si parla di Cina i numeri sono sempre al rialzo. Sarà una regia veramente d’autore, niente meno di Zhang Yimou. Si ricorda che Zhang è l’autore di film epici e noti a livello mondiale come “lanterne rosse”, ma anche di “Hero”, la ricostruzione della vita di Qin Shi huangdi l’imperatore che nel 221 a.C unificò la Cina. Lo si ricorda anche per i famosi guerrieri di terracotta. Insomma, tutto nell’armonia del semplice, splendido e sicuro (viste le precauzioni prese anche per il Covid).
V.Volpi
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