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Impegno per il clima: il tribunale di Zurigo riconosce finalmente il diritto di manifestare

Martedì 30 agosto, il tribunale distrettuale di Zurigo ha assolto un partecipante all’azione “No going
back” del 20 giugno 2020 a Zurigo. 250 persone si erano riunite quel giorno per chiedere che il
clima non fosse dimenticato dopo la prima ondata di Covid. La manifestazione è stata ritenuta in
linea con la libertà di riunione garantita dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
L’imputato, Thomas G., ingegnere a Ginevra, aveva sostenuto che l’azione “No going back” era
stata una delle varie occasioni per esprimere la sua preoccupazione per il clima e la sua
indignazione per l’inazione del governo svizzero. Il suo avvocato, Diego Gfeller, ha ripreso questo
argomento, basandosi su diverse sentenze della CEDU per sostenere che l’azione era proporzionata
allo scopo perseguito, ossia di avvertire di un pericolo che riguarda l’intera popolazione.
La corte distrettuale ha accettato questa argomentazione, ribaltando così la tesi dell’accusa.
Quest’ultima aveva accusato ciascunə deə partecipanti di coazione per aver ” anteposto la propria
volontà personale a quella della popolazione “. Una ” sentenza storica ” secondo l’avvocato Gfeller.
Per la persona interessata, questo processo non avrebbe mai dovuto avere luogo. Chi denuncia
l’ecocidio in corso viene attaccato, mentre tutti gli sforzi dovrebbero essere dedicati alla protezione
del clima e della biodiversità. Una sentenza che dovrebbe portare sollievo a centinaia di persone,
dato che in linea di principio anche le manifestazioni della Ribellione contro l’estinzione dell’ottobre
2021 a Zurigo dovrebbero esserne interessate.
Prossimi appuntamenti il 14 ed il 19 settembre per i processi di Leo P. e Nicole G., anch’essə
accusatə di coazione, Insieme ad altre 4 persone, Thomas, Leo e Nicole hanno formato il “Gruppo
Strasburgo”, che si è preso il compito di difendere i diritti fondamentali, se necessario, fino alla
CEDU di Strasburgo. Secondo Thomas, ” abbiamo bisogno di queste libertà per creare una visione
condivisa del futuro attorno alla quale la società possa finalmente lavorare seriamente “.

Relatore

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