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La Meloni in Ucraina per liberare i giornalisti italiani accusati da Zelensky

Giorgia Meloni è a Kiev, per cercare di ottenere da Zelenskya licenza per i giornalisti Bosco e Sceresini, bloccati a Kiev. La legale dei cronisti, Alessandra Ballerini – che difende anche le famiglie Rocchelli (ucciso dagli Ucraini a Kiev nel 2014), Paciolla e persino Regeni – ha lanciato un appello chiedendo al ministero degli Esteri, alle autorità istituzionali, alle rappresentanze dei giornalisti di denunciare quanto sta accadendo e di reclamare il rispetto delle regole e il ripristino del diritto di cronaca.Tre (o forse più) cronisti – Andrea Sceresini, Alfredo Bosco e Salvatore Garzilli – che da anni operano in Ucraina, hanno fornito contributi a diverse testate: dal Fatto a Fanpage, dall’Ansa a Mediaset, da Rai 3 a Rainews, ma ora sono accusati di essere “collaborazionisti, amici dei russi”. I giornalisti non avevano fatto altro che riprendere gli appelli di Papà Francesco a favore della pace e del negoziato, per poi finire sulla “lista nera” dell’Ucraina, dei fantomatici “amici de Russi”. In quella lista, ci sono anche giornaliste e giornalisti, associazioni che hanno “osato” reclamare” verità e giustizia per Andrea Rocchelli e Andrej Mironov, uccisi dagli ucraini in Donbass nel 2014. Probabilmente, i giornalisti hanno parlato del caso Rocchelli, altamente depistato dal governo ucraino, e ora, fortunatamente alleata dell’Ucraina, la presidente Meloni, cerca di ottenere giustizia per i cronisti italiani, imprigionati in terra Ucraina.

Relatore

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