Non si ferma l’ondata di violenza che ha travolto gli Stati Uniti questa primavera. Dopo diverse stragi già messe in atto negli scorsi mesi, un’altra tragedia si è verificata lo scorso sabato 15 aprile alle 22.30 ora locale a Dadeville, in Alabama. Un gruppo di adolescenti stavano festeggiando un compleanno quando un killer non ancora identificato ha fatto irruzione al party uccidendo quattro giovanissimi e ferendone altri 28. In un inquietante video diffuso in rete si sentono gli spari seguiti dalle urla di una ragazza. Proprio alla stesa ora a Louisville, un altro killer ha ucciso due persone al Chickasaw Park, dove numerose famiglie si stavano godendo il weekend. Anche in questo caso non è ancora stato chiarito chi sia l’attentatore, tuttora in fuga. Il movente di entrambi i delitti rimane per ora un mistero.
Tra i 28 feriti di Dadeville, alcuni sono in condizioni critiche, lo ha riferito la polizia locale esortando gli abitanti del piccolo centro urbano di fornire eventuali informazioni utili a catturare il colpevole. Il bilancio dei morti dunque potrebbe ancora crescere. Diverse persone si sono riunite nella giornata di ieri per sostenere i feriti e celebrare le vittime dell’insensata sparatoria. Tra i ragazzi deceduti ci sarebbe anche il fratello della festeggiata Alexis.
C’è rabbia e ormai poca sopportazione per le leggi permissive degli USA sulle armi, complici del massacro quotidiano che solo quest’anno ha già visto 150 sparatorie diverse in tutte gli USA. Il presidente Joe Biden ha così commentato l’accaduto: “Dove sono arrivati gli Stati Uniti se dei ragazzi non possono partecipare ad una festa senza avere paura? Se i genitori devono preoccuparsi ogni volta che i loro figli escono per andare a scuola, al cinema o al parco?”. Ha poi sottolineato che le armi sono il killer numero uno dei bambini americani, un trend purtroppo in crescita. “Le nostre comunità hanno bisogno e meritano di meglio”.
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