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LO SPAZZINO E LA ROSA ovvero la Svizzera di SIMONET | di Cristina T. Chiochia

LO SPAZZINO E LA ROSA ovvero la Svizzera di SIMONET di Cristina T. Chiochia

Portare la poesia nel cuore delle strade. Spesso ci sono libri di poesie che commuovono perchè hanno “il sole tra le dita”. Questo è il caso di un libriccino di una piccola casa editrice italiana che ha pubblicato un libro che sa di nostalgia. L’autore nato a Zurigo nel 1962, Michel Simonet che su istagram ha ben oltre 4ml di followes. Attualmente a Friburgo, dove lavora, fa della Svizzera e della sua famiglia (moglie e sette figli), il suo personale territorio di scoperta, facendo il lavoro di spazzino. In modo simpatico ed allegro racconta di un mestiere e di una passione, la poesia con la sua prima pubblicazione anche in Italia, appunto intitolata “lo spazzino e la rosa” (mentre in Svizzera è già al secondo).

Basta sfogliarlo ,questo libro che porta la poesia delle parole nel cuore delle strade questo piccolo e prezioso libro, edito da Animamundi Edizioni in Italia, per scoprire un mondo, grande o piccolo che sia, tradotto con garbo da Anna D’Elia, che ricorda il valore dell’alchimia nel ricordo idilliaco di ogni inizio e di ogni passato che, come ben viene detto nella premessa: «Sarà l’avvenire a dirci quel che il futuro ci riserva», con il corollario di guadagni e perdite insiti in ogni cambiamento”. In Svizzera ed ovunque. 

Ma è proprio nella poesia “Guten Tag Friburgo”. In quel “Tag”, notturno, che comprenetra in un  “tag” diurno, che diventa “fregio di strada” o “target nocivo”, talvolta bilingue. Quel “non sempre compreso denunciato o preso, represso, sanzionato, punito”. Offre una vera emozione. In un momento molto bello nel passaggio del libro dove tutto è “Seriamente accusato”. Una sorta di abbraccio. Di gioco. Di umanità reale. Di quei “particolari momenti” dove è tutto vero. Partendo dalla quotidianità e che ben esemplifica la dinamica di questo libro cosi emozionante.

La bellezza scomposta delle parole.  Perchè sarà sempre l’avvenire a dire quello che il futuro riserva. Una grande responsabilità che Simonet coglie appieno.  Come la sua vocazione di scrittore spazzino, assorbito dalla realtà. Osservatore e scrittore. Alla frontiera delle parole e della poesia.

Relatore

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