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Michelle assassinata, la mamma: “l’assassino non ha agito da solo, aveva premeditato tutto”

“Lo sa com’era mia nipote Michelle? Era soave. Non trovo un aggettivo che potrebbe definirla meglio”. Elio Bertoneri, capitano delle Fiamme Gialle, nativo di Massa e trasferitosi a Roma 46anni fa, è il nonno materno della ragazzina uccisa a coltellate da un coetaneo, a Roma. Quello che nonno Elio racconta, piangendo, è straziante: “La cosa che mi ha ferito è stato quel sacco nero. Ha messo lì dentro la mia Michelle. Come si fa? E con tutto quello scempio che le ha fatto, alla nostra bimba, come posso non avere fiducia nella giustizia? Non potrei dormire la notte”.

La versione fornita dall’assassino – nato in Italia da genitori dello Sri Lanka – lui stesso era in debito con lei di 40 euro per – sempre secondo l’assassino – l’acquisto di alcune dosi di droga. La ragazza avrebbe voluto i soldi indietro e lui l’avrebbe derisa. A quel punto la 17enne avrebbe litigato con lui e la discussione nell’appartamento di via Giuseppe Benedetto Dusmet a Primavalle sarebbe degenerata. «Michelle era infuriata perché non avevo i soldi che le dovevo. Ha iniziato a offendermi e urlare, ho visto il coltello davanti a me e l’ho preso. Non ho capito più nulla», è la ricostruzione del criminale. Però, oltre ad indagare la memoria della vittima, l’assassino aveva precedentemente fornito una versione diversa, quella, cioè, che fosse Michelle stessa ad essere in debito con lui.

La mamma di Michelle, dal canto suo, non crede che l’assassino abbia agito da solo. “Non è possibile, dice, spostare da soli il cadavere di una ragazza di 60 chili”. E ipotizza: “mia figlia lavoricchiava, il giorno assisteva i bimbi in piscina, i soldi li aveva. I carabinieri nella sua cameretta hanno trovato 90 euro, li aveva messi da parte, perciò questa storia del debito è una stupidaggine. Che fai? Mi ammazzi perché non ti ho dato 40 euro? No, io penso che se sono i soldi che ti interessano tu puoi anche aspettare un giorno. Ma ripeto, Michelle i soldi li aveva», dice in via Sfondrati. La donna pensa che il delitto sia stato premeditato: “Lui l’ha chiamata al telefono due volte mercoledì, il giorno in cui è morta. Aveva già quell’intento, evidentemente. E poi a casa non è che di solito si hanno dei sacchi di plastica tanto grandi per l’immondizia. Quello se li era già procurati, io credo”.

Relatore

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