Prendiamo un fatto di cronaca e prendiamo un bravo giornalista. Che cosa accadrà? Facile. Nascerà un nuovo pezzo, bello, magari magistrale (se siamo fortunati).
E poi? Ebbene, novantanove volte su cento sarà finito li’. Non è un peccato? Non varrebbe forse la pena di godercela una seconda, una terza volta?
Un giornalista, che è tuttora tra i vivi, disse questa memorabile frase: “Noi scriviamo sull’acqua”.
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