2017
Ore 00.00. Pioggia scrosciante, in Piazza Grande, temerari spettatori dell’ultima proiezione della serata, ammantati neile loro mantelle antipioggia, appollaiati sulle sedie gocciolanti della Piazza, o stretti tra loro sotto i portici dei palazzi ottocenteschi, non rinunciano a un viaggio nel capolavoro degli anni ’40, che vede protagonista un’infermiera e una donna bellissima, morta e viva
Dopo la consueta proiezione del film in concorso, il rilassante agrodolce The Big Sick, Piazza Grande proietta il capolavoro del 1943 di Jacques Tourneur, in cui la morte si fonde con la vita, l’amore con la speranza, e la bellezza viene morbosamente relegata alla concezione ineffabile del labile confine dell’altro mondo.
Non occorre il sangue, per inquietare lo spettatore. Soltanto suspense, irrequietezza, e l’esile corpo slanciato di una donna morta, che cammina.
Riti voodoo, una dolce infermiera, un selvaggio dagli occhi spiritati, e l’impossibilità umana di far fronte all’ineluttabile fine, che emblematicamente ci riporta alla consapevolezza della morte dell’anima, prima che del corpo.
Quando ancora l’horror era splendente, senza essere trash, si poteva sognare, nell’inquietudine del timore che la morte non sia una vera fine, e nemmeno una perpetua pace, se non si oltrepassa la vera soglia.
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