Estero

Beatrice Venezi è l’anti Ferragnez, e Puccini è la speranza di rivalsa sulle tenebre

Beatrice Venezi è un giovane talento italiano. Classe 1990, a ventotto anni ha ottenuto il primo successo pubblico al Lucca Summer Festival del 2018 in occasione del 160º anniversario della nascita di Puccini divenendo poi assistente direttore dell’Armenian State Youth Symphony Orchestra,direttore principale ospite dall’Orchestra della Toscana e direttore principale dell’Orchestra da Camera Milano Classica.Ma tutti questi titoloni, uniti alla giovane età, nonché alla innegabile bellezza, che farebbero di lei una perfetta antiferragni, non la rendono simpatica al popolino. Che, anzi, ora la accusa di… Fascismo. Un’accusa stantia, frutto di becero rancore e vacua invidia. Sono addirittura dodici la associazioni accusano la musicista di essere neofascista e hanno chiesto all’Opera di Nizza e al sindaco della città francese di annullare il Concerto di Capodanno da lei diretto. Il motivo? La giovane e bella direttrice ha diretto la splendida “Inno a Roma” di Giacomo Puccini. “Il talento non si inchinerà mai davanti a dei miserabili”. Queste le taglienti parole che Beatrice Venezi ha dato in risposta sui social alla petizione di dodici associazioni che la accusano di essere neofascista. Poi, però, forse per via della sua giovane età che, tuttavia, a differenza delle artefatte e vuote influencer, ella non ostenta, è ricaduta nella volgarità. “Che teste di c****”, ha aggiunto la direttrice. Che tuttavia vuol essere chiamata direttore. Sono scelte, che vanno rispettate. La giovane donna era stata attaccata in passato anche dalla giornalista Selvaggia Lucarelli che aveva sostenuto che anni fa la stessa direttrice avrebbe “pulito gli spartiti” anziché dirigere, in quanto donna. È, infatti, una bella innovazione che una donna possa dirigere un’orchestra, quando pensiamo che fino a pochi anni fa, era vietato, nelle orchestre, la presenza femminile. E, altrettanto, dovrebbe essere un’innovazione il superamento delle assurde calunnie e del proibizionismo ignorante della cultura, come, ad esempio, quello che “vieta” una bellissima opera come l’Inno a Roma Pucciniano, soltanto perché eseguito anche sotto al fascismo.  Il caso è scoppiato dopo che diverse associazioni di Nizza hanno protestato contro l’arrivo di Beatrice Venezi, che – la particolare da non sottovalutare per i suoi detrattori – è anche consigliera del governo di Giorgia Meloni, precisamente del ministro della cultura Sangiuliano (lo stesso che aveva chiamato Dante Alighieri “precursore del pensiero di destra e … Apriti cielo). Le associazioni definiscono la Venezi “neofascista” e chiedono l’annullamento dell’invito fattole dal Comune per dirigere l’Orchestra filarmonica locale durante il tradizionale balletto di Natale e il Concerto di Capodanno. Riunite nel collettivo “Touscitoyens06”, le associazioni hanno espresso la loro “opposizione” alla partecipazione di “una direttrice d’orchestra neofascista” e hanno chiesto al sindaco Christian Estrosi, che fa parte della maggioranza macroniana, e al direttore generale dell’Opera, Bertrand Rossi, “di annullare l’evento”.  Non sarebbe accaduto lo stesso, con l’esecuzione di “Bella ciao” che è (giustamente) cantata ancora oggi, anche a titolo goliardico. Dal palco del Summer Festival, nella sua Lucca, la Venezi ha dichiarato “non posso accettare censure e credo che neanche Puccini le avrebbe accettate” e poi, stasera, ha annunciato che chiuderà con l’esecuzione dell’Inno a Roma il concerto nel giorno di apertura delle Celebrazioni del Centenario pucciniano.Anche Bocelli nel 2017 aveva eseguito lo stesso bellissimo Inno, ed era stato egualmente criticato dai sinistri. L’angoscia è tanta, quando deplorevoli rapper come Fedez possono biascicare offese e blasfemie irripetibili, ma ad essere perseguiti sono i talenti opposti a lui e alla sua mogliettina.

Chantal Fantuzzi

Relatore

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