2017
Nave senza nocchier in gran tempesta, la Concordia inclinata a metà, con il carico perduto e soprattutto la vita perduta di 32 persone, divenne sin da subito il simbolo mediatico di un’Italia allo sfascio.
Naufragata il 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio, la Costa Concordia ha ora un colpevole definitivo: il 56 enne nato a Castellammare di Stabia andrà oggi al carcere di Rebibbia e ci starà per 16 anni. così ha deciso la Cassazione.
Nella cabina, durante il naufragio, bicchieri di vino bianco e una modella russa. Anche per questo Schettino, che lasciò la nave per primo, era stato condannato da tutt’Italia ben prima d’oggi. Anche se poi lo avevano invitato a tenere una lezione sul “panico” alla Sapienza di Roma. Meglio non commentare, in certi casi.
I legali del riconosciuto colpevole non accolgono la decisione: “gli italiani hanno sempre bisogno di crocifiggere qualcuno” dicono “Schettino sa di essere responsabile, ma non colpevole.”
Sino a quando il colpevole stesso non si auto – riconoscerà la propria colpa, sino a quando i difensori del colpevole stesso (già il fatto che siano tali si presenta come un paradosso beffardo) non accoglieranno senza obiezioni la giustizia decisa dalle autorità (o di quel poco che resta) non ci si potrà dire un paese serio. Perlomeno, sedici anni se li farà. Sino al prossimo condono.
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