È questa l’atmosfera che vivono i suoi figli, primo fra tutti Alberto, che come il padre gira il mondo ma poi torna sempre alle sue radici: la madre Annetta, la Val Bregaglia, il fratello Diego suo fedele assistente e primo modello. Studia brevemente a Ginevra, visita Venezia, Firenze, Roma, e nel 1922 si trasferisce a Parigi.
In questi anni si concentra sullo studio della testa, soprattutto lo sguardo lo ossessiona, vuole arrivare all’anima. Una sera del 1939, al Café de Flore di Parigi, conosce Jean-Paul Sartre. I due legano al punto da influenzarsi reciprocamente. Nascono le sculture in bronzo. Filiformi, allungate, le figure di Giacometti vagano nello spazio. Imponenti e al tempo stesso fragili, si slanciano verso l’alto eppure si assottigliano. Il loro volto scavato ricorda quello dell’artista. Sono sculture esistenzialiste, quelle che realizza fino all’ultimo dei suoi giorni. Alberto Giacometti è sepolto a Borgonovo, accanto al padre Giovanni.
Alessandra Erriquez
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