Appunti

“Lo manzo criminale” e la demagogia del carrello

Un giro alla Coop nel luganese o da Esselunga nel varesotto e si trovano le carni al banco scontate sino al 50 %. Una vera batosta per l’agroalimentare già in crisi, specie quello italiano che si ritrova schiacciato dal sistema nazionale economico in crisi.

Si parla di carne nociva, di insaccati tossici ma non si parla di eliminare le merendine dalla dispensa, lo zucchero bianco dalla tavola, la margarina dal frigorifero. Certo che gli insaccati contengono il salnitro e che nello stomaco carni e salumi possono originare nitrosammine se lo stomaco non è nella sua attività ottimale con il giusto pH acido.  Ma vi è il “se”. Se lo stomaco non è a pH ottimale si tratta di abbinare, a carne e salumi, frutta e verdura al fine di regolarizzare la situazione e favorire il giusto funzionamento della digestione.

Il problema non è la carne ma come si utilizza la carne in tv, come si pilotano le propagande negative per determinati interessi commerciali.

L’OMS dovrebbe innanzitutto far leva sull’educazione alimentare, l’igiene alimentare volta a promuovere la cura domestica della persona, ciò che avviene attraverso accorgimenti quotidiani minimali come le abitudini. Non si deve credere che sostituire la bistecca al pane o alla pasta sia la soluzione. Questa è una “demagogia del carrello” che serve piuttosto a pilotare i consumi e a studiare la reazione delle masse.

Che la carne non sia da mangiare senza controllo, in particolare gli insaccati, lo si sapeva sin dal Medioevo e l’antologia medica documenta ampiamente forme di gotta a causa di una dieta troppo ricca di carne. In caso di ascesso acuto, altro esempio, il dentista sconsiglia l’ingestione di troppa carne, per non sovraccaricare l’attività renale.

Questi genialoidi della salute e del benessere dovrebbero in primo luogo preoccuparsi della filiera, di come garantire la qualità dell’allevamento, dell’agricoltura e i passaggi sicuri della filiera.

Sicuramente non è il bue o l’asinello a rappresentare una minaccia per la salute umana: c’è ben altro e per questo non ha senso ostentare il veganesimo come difesa sicura contro il pericolo dei tumori. Queste sono scelte personali di vita e quando si vede Veronesi in tv raccontare la sua esperienza vegetariana di lunga data, ci si domanda se i pomodori che vengono dalla Terra del Fuoco non sono mai finiti nel suo piatto e se vegetali contaminati sono più o meno cancerogeni della famigerata bistecca.

Il Ttip, un trattato semisegreto   Tutti stanno a parlare di come fanno male le mortadelle e i wurstel ma non parlano della minaccia del Ttip, cioè di un trattato  semisegreto stipulato tra numerosi paesi europei e gli USA che mira al libero mercato di tutti i prodotti, inclusi quelli dell’agroalimentare. Gli standard di controllo, quelli igienici e sanitari, i trattamenti di conservazione, la regolamentazione sugli OGM sono ben doversi tra gli Usa e l’UE: favorire la libera importazione significa immettere sul mercato prodotti USA che hanno standard USA e non UE. L’Europa regolamentazioni più severe, specie l’Italia che produce alimenti di altissima qualità e sicurezza.

Se si vuole parlare di benessere e di futuro della salute delle popolazioni, è meglio allora parlare del Ttip e di rischi che a tutt’oggi nemmeno si possono prevedere. I mercati sono una minaccia, i mercati sono una forza schiacciante che si impossessa della stessa filiera. Non dimentichiamo che esperti, studiosi, capi di stato hanno dichiarato, anche ad Expo 2015, che è la filiera corta, controllata e locale che custodisce il segreto della salute delle popolazioni. L’obiettivo è vincere la fame e combattere l’impoverimento della biodiversità causato dalla globalizzazione selvaggia.

TTIP, per approfondire: http://sollevazione.blogspot.it/2014/04/ttip-cose-il-trattato-transatlantico-di.html

Hedy Lamarr

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