Politica

Ad abortire sono le donne adulte e non più le ragazzine: l’impatto dell’individualismo sulla sanità pubblica

L’aborto farmacologico, in Svizzera, è in continuo aumento anche tra le donne over 30 e ciò è indice di una società debole e in sofferenza. Le donne non sposate sono più esposte al rischio di gravidanza indesiderata rispetto a quelle sposate: dal punto di vista sociale, morale e politico, quindi, è molto importante valorizzare l’istituzione del matrimonio. In passato ad abortire erano le ragazzine : oggi sono le adulte, e ciò mette in evidenza un problema sociale nuovo che nelle generazioni passate non c’era.

Come aveva evidenziato anche Freud, quando una nazione perde i suoi cardini, ossia la fiducia nelle istituzioni, nella famiglia e nella religione, l’individualismo che ne consegue conduce a condotte morali sempre più lasse e dissolute.

L’incertezza delle relazione umane, la disaffezione verso al matrimonio sacramentale e il dover prediligere la carriera professionale alla maternità sono elementi sociali e politici che forzano le donne a ricorrere all’aborto. L’emancipazione sessuale, voluta dalle femministe nel 1968, è stata un’arma a doppio taglio: tanta libertà è sinonimo di tanta solitudine, e ciò può portare all’estrema conseguenza dell’interruzione di gravidanza volontaria.

Per arginare il fenomeno degli aborti, che ha un costo non irrilevante per la sanità pubblica, è di fondamentale importanza che gli adolescenti seguano le lezioni (opzionali!) di religione durante alle scuole dell’obbligo affinchè sviluppino il senso del rispetto del corpo, imparino a coltivare relazioni profonde e maturino sensibilità verso al rispetto della vita. Dal punto di vista dell’igiene pubblica la religione cattolica offre norme morali estremamente utili per insegnare comportamenti buoni e non autolesivi da parte dei cittadini.

Il 2023 ha visto un record di interruzioni di gravidanza in Svizzera, con 12’045 notifiche rispetto alle 11’374 dell’anno precedente. Questo aumento si riflette in un tasso di 7,3 ogni 1’000 donne tra i 15 e i 44 anni, rispetto ai 7 del 2022, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Per le ragazze tra i 15 e i 19 anni, il tasso è rimasto stabile a un livello basso di 3,4 ogni 1’000 donne. Un dato interessante è che il 53% delle donne che hanno ricorso all’aborto aveva più di 30 anni, una crescita rispetto al 48% di dieci anni fa.

La maggior parte delle interruzioni di gravidanza (95%) è stata effettuata nelle prime 12 settimane, con il 77% eseguito nelle prime 8 settimane. In tutta la Svizzera, l’81% degli aborti è avvenuto tramite l’uso di medicamenti, mentre il 19% tramite intervento chirurgico.

In sette cantoni (Glarona, Lucerna, Neuchâtel, Nidvaldo, Obvaldo, Soletta e Uri), oltre il 90% delle interruzioni è stato praticato tramite medicamenti, mentre in due cantoni (Ginevra e Friburgo), circa il 60%, come l’anno precedente.

Questi dati evidenziano una tendenza crescente all’uso di metodi farmacologici per l’interruzione di gravidanza e un aumento delle interruzioni di gravidanza tra le donne sopra i 30 anni.

E, di fronte a questo fatto, sorge un po’ di tristezza: come mai le donne a 30 anni sono in giro a cercare piacere sessuale effimero anzichè godere della gioia della maternità all’interno di un bel matrimonio stabile e duraturo?

Liliane Tami

Relatore

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