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Pudore e modestia- Commento alle letture del giorno. 15.09.2024

Le letture del giorno ci portano a riflettere su un tema interessante, ossia il fatto che Cristo non sia stato riconosciuto dagli anziani , dai sacerdoti e dai farisei e lui stesso non voleva che la gente lo presentasse come il messia, sebbene qualcuno l’avesse già riconosciuto come tale. Il profeta, quindi, non solo non viene riconosciuto in patria, ma lui stesso non vuole venir presentato alle folle con questo nome.

Il pudore e la modestia sono qualità nobili dell’animo umano e sono apprezzate da Dio, e già nei libri sapienziali dell’antico testamento vi si ritrovano esortazioni a vivere in questo modo. Gesù, Che non bramava nè la gloria nè il potere, voleva mantenere riserbo e pudore sul suo ruolo da salvatore degli uomini. Il Diavolo, infatti, aveva già portato Gesù sul monte proponendogli ricchezza e dominio sulle nazioni, ma Cristo aveva rifiutato.

Il filosofo greco epicuro, che aveva teorizzato ” La vita nascosta”

Per chi vive secondo le logiche mondane l’oro e gli allori, le ricchezze, il potere e la fama sono cose desiderabilissime e apprezzabili: per i cristiani, che seguono le logiche celesti, la vera ricchezza è il raggiungimento del Sommo Bene, che è la piena comunione con Dio.   Per chi ha la grazia della fede la vera ricchezza è il raggiungimento del Sommo Bene, che è la piena comunione con Dio. La salvezza, quindi, non dipende nè dal numero di follower su instagram nè dal proprio conto in banca, nè dal numero di voti nè dal rendimento della propria azienda.

Il filosofo greco Epicuro (341-270 a.C.), trecento anni prima di Cristo, già aveva proposto il concetto di “λάθε βιώσας” (láthe biṓsas), ossia il vivere nascosti, conducendo una vita semplice e lontana dai riflettori, evitando la politica e le ambizioni mondane, al fine di vivere in pace e serenità. L’obiettivo dei filosofi epicureisti era raggiungere la atarassia, ossia uno stato di tranquillità e assenza di turbamenti. Per i cristiani il pudore e la modestia sono molto di più: significano, infatti, il vivere in modo coerente con le scritture che esortano a non cedere alle tentazioni dell’avarizia, della vanagloria e della superbia, pensieri cattivi che ci allontanano dal bene.

Gesù che scaccia il diavolo che gli offre fama, potere e ricchezze

Cristo aveva capito che per dialogare con Dio e per diffondere la sua parola d’amore è importante coltivare l’umiltà e la modestia che, come ci dice San Paolo nella lettera ai galati, sono conseguenze ai frutti dello spirito Santo, che sono: amore (ἀγάπη, agápē), gioia (χαρά, chará), pace (εἰρήνη, eirḗnē), pazienza (μακροθυμία, makrothymía), benevolenza (χρηστότης, chrestótēs), bontà (ἀγαθωσύνη, agathōsýnē), fedeltà (πίστις, pístis), mitezza (πραΰτης, praýtēs) e autocontrollo (ἐγκράτεια, enkráteia).

Liliane Tami

Relatore

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