Oggi è il Solstizio d’Inverno: il momento in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno a una latitudine di 23,5 gradi sud, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste: l’arco descritto dal Sole nel suo percorso apparente da sud-est a sud-ovest è minimo, ed ecco perché sperimentiamo il dì più breve dell’anno. Il Sole sorge nel punto più meridionale dell’orizzonte est e culmina a mezzogiorno alla minima altezza: nel nostro emisfero, questo giorno corrisponde al minimo dell’irradiamento solare.
Il termine solstitium (dal latino sol, sole, e sistere, stare fermo) indica una apparente “fermata” del Sole nel cammino che esso sembra compiere nella volta celeste. Nei giorni intorno al solstizio d’inverno infatti, la nostra stella sembra smettere di calare rispetto all’equatore celeste e “fare una pausa” in cielo, per poi invertire il suo cammino e iniziare il moto di avvicinamento all’equatore celeste. Sembra insomma tramontare e poi risorgere dalla stessa posizione: come se precipitasse nell’oscurità per poi tornare a mostrarsi vitale e invincibile già a partire dai giorni successivi. Ecco perché gli antichi romani celebravano, nei giorni attorno al solstizio invernale, la festa del “Sol invictus”, una celebrazione della rinascita che secondo alcuni è l’origine pagana del Natale.
(fonte da Focus.it)
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