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La trinità. L’ospitalità di Abramo nel mosaico della Basilica di Ravenna

Immagini di Cristo del VI secolo, Basilica di San Vitale, Ravenna – Questo splendido pannello musivo combina diverse scene dell’Antico Testamento di Rivelazione Divina.

L’Ospitalità di Abramo – Abramo è raffigurato con capelli bianchi e una lunga barba bianca mentre offre ai suoi tre visitatori, seduti sotto la Quercia di Mamre, del pane e un vitello. Sara, sua moglie, è raffigurata come una donna anziana con uno sguardo pensieroso. I tre visitatori sono rappresentati come angeli con aureole e vesti bianche, seduti a tavola e nell’atto di impartire una benedizione con le mani. Alla destra di questa scena, nello stesso pannello, compare il Sacrificio di Isacco, in cui la mano di Dio dall’alto mostra ad Abramo un ariete da sacrificare al posto di Isacco.

Mosè è raffigurato come un giovane senza barba, con l’aureola, e guarda verso lo spettatore in basso. È identificato dall’iscrizione latina MOSE. Sta ricevendo la Parola di Dio. Il Monte Sinai è raffigurato come una scalinata che porta verso il cielo. Dal cielo, rappresentato come nubi rotanti blu e rosse, appare la Mano di Dio che consegna a Mosè un rotolo, simbolo della Rivelazione Divina.

Il pannello musivo include anche l’immagine del Profeta Geremia, raffigurato come un uomo anziano con lunga barba bianca e aureola, mentre tiene in mano un rotolo. È identificato dall’iscrizione latina IEREMIA.

La Basilica di San Vitale fu costruita tra il 526 e il 547 a Ravenna, su commissione di Sant’Ecclesio, vescovo di Ravenna (521-532), e finanziata da un ricco mecenate di nome Giuliano Argentario. La chiesa fu eretta per custodire le reliquie di un martire cristiano delle origini, San Vitale di Milano, ufficiale dell’esercito romano, martirizzato nel II secolo a Ravenna a causa della sua fede cristiana.

La basilica fu consacrata nel 547 da San Massimiano, vescovo di Ravenna (546-556). I mosaici tardo-antichi e la struttura della basilica sono rimasti invariati nel tempo; tuttavia, affreschi furono aggiunti alla cupola nel XVIII secolo. I mosaici contenuti nella Basilica di San Vitale sono tra i più raffinati esempi di mosaici bizantini sopravvissuti fino ai giorni nostri.

La chiesa ricevette il titolo di basilica minore da Papa Giovanni XXIII nel 1960 ed è oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

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