DONALD TRUMP E LA BASE MAGA
Tucker Carlson sembra il catalizzatore di tutto il movimento MAGA, in grado di pungolare l’amministrazione Trump, e di tenerla radicata alla sua base populista.
È il ruolo che il giornalista si è dato nelle sue preziose interviste, non ultima quella al presidente iraniano, dove si dice, sostanzialmente, di lasciare andare Israele per trattare; e poi il grande “affaire Epstein”, dove Carlson tira fuori il collegamento di Epstein e del padre della sua collaboratrice con il Mossad. Collegamento confermato da uno stesso agente del Mossad e dal giornalista premio Pulitzer Greenwald. Collegamento che non consente di indagare sul famoso caso, derubricato dal direttore dell’FBI e dalla procuratrice generale Pam Bondi come un semplice archivio di video privati.
Sul fronte Putin, invece, niente di nuovo: un’ulteriore minaccia di dazi se non si giungerà ad una conclusione della guerra. Insomma un’altra uscita alla Trump, alla quale bisognerà capire che seguito sarà dato.
La questione è molto semplice: gli USA vogliono congelare il conflitto, la Russia vincerlo.
E per vincerlo si intende, soprattutto, che l’Ucraina non dovrà entrare nella NATO.
Mi pare legittimo!
Il problema in tutto ciò sono i terzi incomodi: Bruxelles, Berlino, Parigi, Londra e la frazione neocon interna all’amministrazione Trump
Buona visione!
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