Francesco de Maria
Ecco il soliloquio di Padre Amorth riscritto in forma teatrale, come un intenso monologo da palcoscenico. Il testo mantiene lo stile spirituale, profondo e drammatico, adatto a una scena teatrale solitaria, essenziale, quasi mistica.
Monologo teatrale ispirato a Padre Gabriele Amorth
(Luci basse. Al centro della scena, un sacerdote in abito talare. Tiene in mano un crocifisso consumato. Una Bibbia aperta su un leggio. Silenzio. Poi, lentamente, inizia a parlare, guardando nel vuoto o rivolto a una croce appesa.)
PADRE AMORTH (con voce grave, ma calda):
(guardando il crocifisso)
Signore… quante volte ho invocato il Tuo nome entrando in quella stanza.
Eppure, ogni volta il cuore mi trema.
Là, tra quelle quattro mura, si combatte la guerra che il mondo non vuole vedere.
(una pausa, cammina lentamente)
No, non è teatro.
Non è leggenda.
L’esorcismo… è verità. È sangue. È croce.
È l’urlo silenzioso delle anime ferite.
È la carezza della Chiesa su chi è stato abbandonato.
(si ferma, guarda il pubblico)
Voi non ci credete, vero?
Parlate del diavolo come di una figura grottesca…
…una maschera di Carnevale.
Eppure, io l’ho visto.
Non con gli occhi della carne, ma con quelli dello spirito.
(gesto deciso, come se evocasse un ricordo)
Ho visto corpi contorcersi, bocche parlare in lingue morte,
ho sentito bestemmie uscire da voci di bambini.
Ma non era spettacolo. Era dolore. Era possessione.
(guarda verso l’alto)
Perché, Signore?
Perché tanti fratelli miei sacerdoti hanno dimenticato questa realtà?
Perché le anime vengono a me sole, smarrite,
mentre il mondo ride e la Chiesa spesso… tace?
(abbassa lo sguardo, con stanchezza)
Io non sono un eroe.
Non sono un santo.
Sono solo un soldato, vecchio e stanco,
che combatte con un Rosario in tasca
e la Parola di Dio come spada.
(alza la Bibbia, lentamente)
Questa…
è la mia arma.
Il Nome di Gesù.
Il Sangue della Croce.
La luce che il demonio non può guardare.
(pausa profonda – poi sussurra)
A volte ride.
Mi insulta. Mi sfida.
“Tu sei solo polvere”, mi dice.
Ed è vero.
(guarda il crocifisso, con fermezza)
Ma questa polvere… appartiene a Cristo.
E per questo, non teme.
(una luce tenue illumina il crocifisso)
Quando il liberato si accascia a terra, piangendo…
quando il volto torna umano, la voce torna dolce…
allora, sì…
sento che ogni battaglia ha avuto un senso.
(sorride, con pace)
Finché avrò fiato, continuerò.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Perché se il mondo ha dimenticato l’inferno…
io non posso.
(buio)
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