Il 16 giugno è il giorno dell’ “Ulisse”, il celebre romanzo di James Joyce, considerato una delle pietre miliari della letteratura del Novecento.
Lungo quell’infinita giornata dublinese del 16 giugno 1904 (un giorno come ogni altro?) si svolgono le vicende del libro, articolate in 18 capitoli: La torre, La scuola, La spiaggia, La colazione, Il bagno, Il funerale, Il giornale, Il pranzo, La biblioteca, Le strade, La mescita, La taverna, Le rocce, L’ospedale, Il bordello, Il rifugio, La casa, Il letto. Celeberrima è la scena del bordello, lunghissima (più di 200 pagine), dove Bloom e Dedalus si ritrovano insieme, ed altrettanto celebre il monologo finale di Molly Bloom, che si dipana su otto sterminati periodi totalmente privi di punteggiatura.
Così incomincia il romanzo-monumento: “Solenne, paffuto Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli era sorretta delicatamente sul dietro dalla mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò: – Introibo ad altare Dei.”
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Dopo le prime 5 righe .. fa venire il sonno..
È tutto quel che sai dire di quest'opera fondamentale?
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