Ticino

Al Festival di Arzo la tragedia e il calvario di Cristina Mazzotti

2017

Quando la mafia arriva al Nord. La storia di un sequestro che sconvolse l’Italia

Per chi c’era, qui, negli anni Settanta, il rapimento e l’uccisione di Cristina Mazzotti fu uno schiaffo in pieno volto: la mafia non è una “questione meridionale”, è una realtà feroce, violenta, senza scrupoli, una realtà che ci riguarda. Sta raccogliendo i soldi che servono per finanziare il nascente traffico di stupefacenti e lo fa con il riscatto che le famiglie benestanti dei giovanissimi sequestrati versano. Soldi che non bastano a vedersi restituire vivi i propri figli, soldi che arrivano anche nelle banche della Svizzera italiana. «Io c’ero…» bisbigliano gli spettatori meno giovani di 5 centimetri d’aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti, lo spettacolo, scritto da Paola Ornati e Marco Rampoldi e interpretato dalla giovane e bravissima Lucia Marinsalta, che sarà presentato ad Arzo, nell’ambito della diciottesima edizione del Festival internazionale di narrazione, sabato 26 e domenica 27 agosto 2017.

Nato da un Laboratorio di scrittura per la scena organizzato dal Piccolo Teatro di Milano, e rivolto agli studenti del corso di Sociologia della criminalità organizzata del Professor Nando Dalla Chiesa, dell’Università Statale di Milano, 5 centimetri d’aria è un monologo in cui convergono, in un flusso continuo, le voci delle vittime e quelle dei carnefici, a ripercorrere un ventennio di terrore, durante il quale la criminalità organizzata trasforma giovani vite in merce di scambio e si fa largo nel Nord Italia: spiana la strada che la porterà a conquistare un nuovo territorio, ad aprire ristoranti, entrare nelle aziende, conquistare appalti.

A partire dagli anni ’70 e per i successivi due decenni, i sequestri di persona saranno più di 600. Molte delle vittime sono giovanissime, molte di loro non torneranno mai a casa. Come Cristina Mazzotti, 18 anni, rapita in provincia di Como il 26 giugno 1975, segregata in un buco scavato in un garage a Castelletto Ticino dove può respirare attraverso un tubo di 5 cm di diametro e nel quale i suoi carcerieri le somministrano dosi massicce di tranquillanti quando occorre sedarla ed eccitanti quando deve comunicare con i suoi genitori.

Il suo corpo non regge e viene abbandonato in una discarica. La stessa sera suo padre Helios, un industriale nel settore dei cereali, consegna personalmente ai rapitori un miliardo e cinquanta milioni di lire che gli assicurano che presto potrà rivedere sua figlia. Il cadavere di Cristina viene ritrovato solo quaranta giorni dopo.

Il blitz che porta all’arresto dei carcerieri e di altri complici parte grazie alla segnalazione di un direttore di banca di Lugano insospettito dal deposito da parte di uno dei riciclatori del riscatto. Seguono numerosi arresti e un lungo processo che si conclude un anno dopo con otto ergastoli. Ma il padre di Cristina Mazzotti non è presente in aula. È morto qualche mese prima di crepacuore.

A giorni sul sito www.festivaldinarrazione.ch l’intero programma della diciottesima edizione del Festival che riserva un’attenzione particolare ai giovani talenti della scena e ai giovani spettatori.

Relatore

Recent Posts

“L’artista dapprima si commuove da solo, poi trasporta gli altri con sé” – Intervista a Irina Markova

Ticinolive  Iniziamo con una domanda che è d’obbligo: come ha capito che l’arte sarebbe stata…

3 ore ago

Skulls and Bones, Bohemians Groves, i Bush e la Marina Abramovich. Le società esoteriche-sataniste negli USA

La Skull and Bones è una società segreta fondata nel 1832 all'Università di Yale, originariamente…

4 ore ago

Il necessario cambiamento di strategia europeo

Francesco Pontelli I tassi di crescita dell'Economia  nelle macroaree mondiali risultano mediamente dalle tre alle…

14 ore ago

No a inutili progetti estremisti, No all’iniziativa antidumping

L’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora” si presenta come una soluzione al dumping…

14 ore ago

Iran, tra spiragli di dialogo e repressione interna: il nucleare non si tocca, la dissidenza paga il prezzo

Mentre sullo scacchiere internazionale tornano a muoversi timidamente le pedine della diplomazia, all’interno dell’Iran il…

14 ore ago

Orion 26, la Francia mette in scena la guerra ad alta intensità

La più grande esercitazione militare ad alta intensità mai condotta da Parigi: tre mesi di…

15 ore ago

This website uses cookies.