A metà agosto 2025, il World Economic Forum (WEF) ha annunciato un significativo cambio nella sua leadership: Larry Fink, CEO di BlackRock — il più grande asset manager mondiale — e André Hoffmann, vicepresidente del gruppo farmaceutico Roche, sono stati nominati co‑presidenti ad interim del WEF Questo passaggio avviene dopo che Klaus Schwab, fondatore e lungo tempo guida del WEF, ha lasciato l’incarico ad aprile 2025
Un’indagine interna, avviata dopo una denuncia anonima, aveva sollevato accuse gravi: uso improprio di fondi del WEF per spese personali (viaggi lussuosi, soggiorni, massaggi, automobili), comportamenti inappropriati verso dipendenti — anche di sesso femminile — e manipolazione del Global Competitiveness Report per favorire alcuni paesi . Sebbene gli esiti finali abbiano escluso cattiva condotta significativa da parte di Schwab e sua moglie Hilde, alcune “irregolarità minori” sono state riconosciute come frutto della confusione tra risorse personali e istituzionali, piuttosto che di cattiva fede
Nonostante ciò, alcuni giornali di alto profilo — come The Wall Street Journal — hanno riportato dettagli che sostenevano un uso improprio delle risorse del WEF, massaggi, regali costosi e silenzi su comportamenti inaccettabili . Il confronto sull’integrità del WEF e sulla gestione finanziaria rimane acceso.
L’iniziativa del WEF nota come “Great Reset”, lanciata nel 2020, mira a riformare il sistema economico in chiave globalista, capitalista e green, con un’economia degli stakeholder.
L’arrivo di Larry Fink — uomo chiave della finanza globale con oltre 10 trilioni di dollari gestiti — alla guida del WEF, aggiunge ulteriore peso finanziario all’organizzazione. Questo rafforza l’immagine di un organismo dove le grandi corporation finanziare e farmaceutiche detengono un potere considerevole sulle agende globali.
Il timore, legittimo per molti, è che una istituzione così influente possa agire svincolata dai processi democratici, pilotando decisioni su economia, clima, educazione, salute e finanza mondiale secondo logiche oligarchiche anziché pubbliche.
Dopo la sua uscita dall’incarico, Schwab ha inizialmente fatto causa agli informatori anonimi, ma ora sembra orientato a ritirare le azioni legali Nel frattempo, lo WEF ha annunciato l’intenzione di rafforzare i propri meccanismi di governance — un passo verso maggiore trasparenza e responsabilità
L’arrivo di Larry Fink e André Hoffmann alla guida del WEF segnala un ulteriore avvicinamento tra il potere finanziario/corporate e le decisioni su scala globale. Anche se Schwab è stato formalmente scagionato, le critiche sulla cultura interna, la trasparenza e l’influenza privata sull’agenda pubblica restano forti. Ora più che mai, il ruolo di watchdog — ovvero di osservatori attivi e critici — è essenziale per preservare l’equilibrio democratico nella governance mondiale.
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