Bibbia

Non sapete che giudicheremo gli angeli? – il prossimo libro di Cristian Viglione

Il prossimo libro di Cristian Viglione sul mistero della luce e delle tenebre

Un viaggio nel cuore del mondo spirituale, alla scoperta delle due città che abitano la storia: la città di Dio e la città terrena. È questo l’orizzonte del nuovo libro di Cristian Viglione, dal titolo suggestivo “Non sapete che giudicheremo gli angeli? Uno sguardo al mondo spirituale attraverso la Sacra Scrittura”.

Il testo prende le mosse da una delle domande più enigmatiche poste da San Paolo (1Cor 6,3) per accompagnare il lettore in una riflessione teologica e biblica sul mistero degli angeli, sulla caduta dei demoni e sul ruolo dell’uomo all’interno di questa drammatica vicenda cosmica.

La luce e le tenebre

Viglione si confronta con la grande tradizione patristica, in particolare con Sant’Agostino e il suo capolavoro, De civitate Dei, scritto tra il 413 e il 427 d.C. all’indomani del Sacco di Roma. In quell’opera, il vescovo di Ippona cercava di dare un senso al crollo dell’impero romano, smarrito e ferito, mostrando come dietro la storia terrena si intrecci la vicenda di due città: quella celeste, fondata sull’amore di Dio, e quella terrena, fondata sull’amore di sé fino al disprezzo di Dio.

In particolare, Viglione riprende il libro XI della Città di Dio, dove Agostino interpreta la creazione degli angeli e la loro separazione in due società opposte:

  • la luce, composta dagli angeli rimasti fedeli a Dio, partecipi della sua sapienza e custodi della città celeste;
  • le tenebre, formate dagli angeli ribelli, decaduti per superbia e resi nemici dell’uomo, cittadini della città terrena accanto a Satana.

La caduta e il male

Il libro non indulge in visioni dualistiche: Dio ha creato tutto buono, persino Satana e i demoni. È la libera volontà a generare la caduta: il rifiuto della verità, l’orgoglio che si sostituisce all’umiltà, l’amore disordinato di sé che oscura la luce. In questo modo, Viglione mostra, alla scuola di Agostino, come il male non sia un principio eterno contrapposto a Dio, ma una privazione del bene, una ferita nella libertà delle creature.

Eppure anche le tenebre, misteriosamente, vengono ordinate dalla provvidenza divina a vantaggio dei santi: le tentazioni diventano prove, e ciò che sembra male può trasformarsi, nel disegno di Dio, in occasione di crescita spirituale.

In un tempo in cui il mondo sembra oscillare tra il desiderio di luce e l’attrazione per le tenebre, il volume di Viglione offre al lettore una prospettiva alta e consolante: riconoscere che la vera cittadinanza del cristiano è nella città celeste, là dove regna la pace, la verità e la vita eterna.

Non si tratta solo di un saggio teologico, ma di una chiamata alla responsabilità: ogni uomo, come gli angeli, è chiamato a scegliere a quale città appartenere. E questa scelta non è rinviabile.

Relatore

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