Bellinzona, 3 settembre 2025 – Oltre 1’100 firme sono state consegnate oggi al DECS a sostegno della petizione “Eliminiamo il modulo sulla fluidità di genere dal progetto dell’Aspi ‘Sono unico e prezioso’”. L’iniziativa, promossa da Maddalena Cocuzzi, madre di quattro figli ed educatrice, ha raccolto in breve tempo l’appoggio di genitori, pediatri, insegnanti e rappresentanti politici di vari orientamenti, segno di una sensibilità diffusa e trasversale.
Il percorso didattico interattivo dell’Aspi, pensato per sensibilizzare i bambini delle scuole elementari contro abusi e maltrattamenti, è stato apprezzato nei suoi intenti educativi. Tuttavia, l’introduzione del personaggio Kay, che porta con sé riferimenti alla tematica della fluidità di genere, ha suscitato preoccupazioni.
Secondo i promotori, questa scelta esula dagli obiettivi dichiarati della mostra e rischia di confondere i più piccoli con concetti non ancora adatti alla loro età.
I firmatari ricordano che la mostra si svolge in orario scolastico e dunque obbligatorio, incidendo su ambiti che appartengono al primato educativo e valoriale delle famiglie. Non a caso, soltanto in seguito alle contestazioni pubbliche il DECS aveva proposto alle scuole di lasciare ai genitori la libertà di scelta sulla partecipazione.
Le perplessità non sono isolate: sia l’Accademia Europea di Pediatria (EAP) sia la Società Europea di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ESCAP) hanno recentemente ribadito la necessità di un approccio prudente e scientificamente fondato, sottolineando che nella maggior parte dei casi i dubbi sull’identità di genere si risolvono spontaneamente durante la crescita. Anticipare troppo queste tematiche – osservano – può creare più confusione che equilibrio.
Un altro fenomeno segnalato è quello del cosiddetto “contagio sociale”, ossia l’aumento improvviso di casi di disforia di genere tra adolescenti, spesso legati all’influenza dei social media e del contesto ambientale. Proprio per questo, i promotori della petizione chiedono che la scuola non introduca messaggi che potrebbero favorire tale dinamica in età precoce.
Accanto ai cittadini si è schierata l’AIAP-Ticino, Alleanza per un’Infanzia e Adolescenza Protette, che sostiene con forza la petizione. L’associazione invita il DECS a intervenire affinché il progetto “Sono Unico e Prezioso” venga rivisto, tornando alla sua missione originaria: proteggere i bambini da situazioni di abuso, senza introdurre temi controversi e ancora oggetto di dibattito scientifico.
📌 “I bambini hanno bisogno di certezze, di messaggi chiari e di un’educazione rispettosa della loro crescita naturale. È dovere della scuola collaborare con le famiglie per accompagnarli con prudenza e responsabilità” – ribadiscono i firmatari.
Con questa petizione, AIAP e i cittadini firmatari non intendono ostacolare i progetti di prevenzione, ma rafforzarne il valore, chiedendo che la tutela dell’infanzia resti al centro, senza deviazioni ideologiche.
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