L’Armistizio di Cassibile era stato firmato a Siracusa (a 3 km dalla località da cui prese il nome) tra il generale Castellano e il Generale Eisenhower, alla testa degli alleati sbarcati. Lo sbarco americano era infatti stata una “prova” per quello che sarebbe stato il ben più sanguinario sbarco in Normandia di quasi un anno dopo.
Il 25 luglio era caduto il fascismo:
… mentre l’8 settembre il Regno d’Italia cessò le ostilità nei confronti degli Alleati angloamericani cedendo ad essi. La notizia non colse di sorpresa i tedeschi che sin dal 25 luglio nutrivano forti sospetti sulle intenzioni degli italiani.
Il proclama fu letto alla radio alle ore 17.30 dal gen. Eishenhower ai microfoni di Radio Algeri e solo due ore dopo fu confermato e riletto da Badoglio al microfono dell’EIAR.
Poi, il timoroso Badoglio e il suo Re Vittorio Emanuele II fuggirono a Brindisi, lasciando l’Italia in balia degli onnipresenti nazisti che si vendicarono aspramente dell’armistizio chiesto dall’Italia agli angloamericani. E i nazisti lo fecero nel modo più atroce: 815mila soldati italiani vennero deportati nel Lager come IMI (Internati Militari Italiani.)
Delineatosi nel sangue, l’8 settembre fu una data nomata da alcuni studiosi (quali Salvatore Satta) come “morte della patria.” Più tardi Galli della Loggia intitolerà un libro, negli anni novanta. a questa controversa nomina, individuando come morte del sentimento nazionale anche la Resistenza, incapace di creare quest’ultimo poiché troppo divisa da più “anime”.
CF
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