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Insurrezione in Francia? L’estrema destra e l’estrema sinistra alleate contro al governo di Macron al grido ” Bloquons tout” – nominato Sébastien Lecornu

Parigi brucia ancora. Nelle strade, nelle piazze e nelle stazioni della capitale e delle principali città francesi, 175 mila persone hanno risposto all’appello del movimento “Bloquons tout” (“Blocchiamo tutto”), che ha organizzato 550 manifestazioni e oltre 260 blocchi stradali in tutto il Paese.

Il bilancio ufficiale fornito dal ministero dell’Interno parla di 473 fermi, di cui 203 nella capitale, e di 339 persone poste in fermo giudiziario. Almeno 13 membri delle forze dell’ordine sono rimasti feriti, mentre a Parigi oltre 260 roghi e incendi hanno trasformato il centro storico in un campo di battaglia urbana.

L’incendio di Les Halles

Il momento più drammatico si è consumato a Les Halles, cuore pulsante della Parigi commerciale e culturale. Qui la polizia ha disperso con i lacrimogeni un fitto gruppo di manifestanti; poco dopo, la tenda di un ristorante ha preso fuoco e le fiamme si sono propagate a un intero palazzo. Secondo la procuratrice Laure Beccuau, non si esclude che l’incendio possa essere stato causato involontariamente dalle stesse forze dell’ordine, durante le operazioni di contenimento. È stata aperta un’inchiesta.

Musei e stazioni paralizzati

Il clima di insurrezione ha costretto a chiudere il centro commerciale Westfield di Châtelet-les-Halles, dopo appelli al saccheggio circolati sui social. Anche il Musée d’Orsay, parte del Louvre e il Museo Delacroix hanno abbassato le serrande, mentre alla Biblioteca Nazionale di Francia intere sale sono rimaste sprangate per timore di incidenti.

Aumenta anche la tensione nelle infrastrutture strategiche: alla Gare du Nord, una delle più grandi stazioni ferroviarie d’Europa, i manifestanti hanno tentato l’assalto, respinto dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Qui sono risuonati slogan in diverse lingue, persino in italiano: “Siamo tutti antifascisti”.

Un fronte eterogeneo: ultrasinistra ed estrema destra unite

Come già accadde con i gilet gialli, il nuovo movimento “Bloquons tout” nasce sui social ed è caratterizzato da una miscela esplosiva di rabbia popolare: militanti dell’ultrasinistra, gruppi dell’estrema destra e semplici cittadini esasperati. L’obiettivo dichiarato è uno: paralizzare la Francia e sfidare apertamente il governo Macron.

Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha risposto con la linea dura: 80 mila agenti schierati, 6 mila solo a Parigi. Ma la repressione non ha fermato le folle, che chiedono apertamente un cambiamento radicale, se non addirittura un’insurrezione.

Il governo in crisi

Sul piano politico, la Francia affronta una delle peggiori crisi istituzionali degli ultimi anni. Dopo la sfiducia e le dimissioni di François Bayrou, Emmanuel Macron ha nominato Sébastien Lecornu nuovo primo ministro, che nel suo primo discorso ha promesso di “rompere con il passato” e di restituire fiducia al Paese. Ma la piazza sembra non credergli: il grido che attraversa le manifestazioni non è di attesa, bensì di rottura immediata.

Una Francia sull’orlo

Le fiamme di Parigi e i blocchi nelle città non sono soltanto cronaca: rappresentano il segnale di un malessere profondo. Il popolo francese chiede di essere ascoltato, invoca giustizia sociale, chiede di abbattere un sistema percepito come distante e autoritario.

Macron, sempre più isolato, si trova davanti a un bivio: aprire un dialogo vero con la piazza o continuare sulla via della repressione. Ma intanto, la Francia sembra scivolare dal malcontento sociale all’idea di una vera e propria insurrezione popolare.

Relatore

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