2025. Un estremista islamico vuole farsi esplodere in una chiesa. Un giovane ragazzo cristiano riesce a bloccarlo sulla porta, salvando decine e decine di fedeli, ma viene travolto nell’esplosione del kamikaze.
A pochi giorni dalla canonizzazione di Carlo Acutis, il primo santo della generazione millennial, torna a farsi sentire con forza il nome di Akash Bashir, giovane cattolico pakistano che sacrificò la vita per proteggere la sua comunità.
Akash nacque nel 1994 nella regione pakistana del Khyber Pakhtunkhwa e studiò a Lahore presso l’Istituto tecnico Don Bosco. Il 15 marzo 2015, mentre svolgeva servizio di sicurezza volontario alla chiesa di San Giovanni a Youhanabad, si trovò davanti a un kamikaze pronto a entrare durante la Messa.
Non esitò a fermarlo, gridando parole che i testimoni non hanno dimenticato:
«Morirò, ma non ti permetterò di entrare in questa chiesa».
Il terrorista si fece esplodere all’esterno, uccidendo Akash e altre 14 persone, ma la comunità riunita all’interno si salvò.
Il suo gesto eroico fece il giro del mondo e raggiunse subito il Vaticano. Nel 2022 Akash è stato proclamato Servo di Dio; nel marzo 2024 si è concluso il processo diocesano della sua causa, e gli atti sono stati trasmessi al Dicastero per le Cause dei Santi a Roma.
Il paragone con Carlo Acutis nasce spontaneo: entrambi giovanissimi, entrambi capaci di trasformare la fede in un dono radicale e concreto. Carlo con la sua passione per l’Eucaristia e l’evangelizzazione digitale, Akash con il sacrificio della propria vita per difendere i fratelli.
Se Carlo ha inaugurato l’epoca dei santi millennial, Akash potrebbe seguirlo presto. Per i cristiani del Pakistan, che vivono in minoranza e spesso sotto la minaccia della violenza, la sua testimonianza è già un segno di speranza, un modello di fedeltà a Cristo fino all’estremo.
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