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L’assassino è il fascista – Valerio Varesi e il romanzo poliziesco nell’era di Giorgia Meloni

Fabio Traverso

Mi perdonerà l’autore ma sono arrivato alla mia veneranda età senza aver mai letto un romanzo dello scrittore Valerio Varesi, a cui si deve il ciclo di romanzi polizieschi che hanno per protagonista il commissario Soneri .

L’iniziazione all’opera di Varesi è avvenuta unicamente perché l’ultima sua fatica  “Lago Santo” per i tipo della Mondadori è ambientata appunto nell’omonima località dell’appennino parmense, uno dei miei luoghi del cuore anzi, lo confesso, il “luogo del cuore” per antonomasia per me.

Ciò premesso non mi ha stupito constatare, leggendo nella seconda di copertina che il romanzo è ambientato negli “ambienti della destra estrema” che il libro rappresenti un sunto, per certi versi addirittura didascalico, di tutti gli stereotipi che l’intellighenzia semicolta di sinistra nutre per questi sulfurei ambienti.

Così non stupisce che nel descrivere il professor Bonaccorsi il cui omicidio nelle vicinanze  del lago origina la trama poliziesca apprendiamo che lo stesso è uno studioso di Niezsche e Evola, come se negli ultimi ottant’anni la cultura, seppur “di destra” non avesse prodotto altro .

Non stupisce che la dark lady della situazione , ex moglie del Bonaccorsi e come lei insegnante sia descritta in  termini foschissimi  come una virago usa tiranneggiare e maltrattare, anche fisicamente, i malcapitati allievi.

Non stupisce che l’altro vilain,  potente avvocato ed esponente in consiglio comunale di quello che Varesi definisce pudicamente “ il partito della destra” sia un intrigante faccendiere con entrature negli ambienti ministeriali, con le quali tenta di intimidire il commissario e di farlo recedere dalle sue indagini.

Non stupisce che la trama criminale paia incentrarsi su misteriosi incontri se non vere e proprie orgie)  in una villa tra esponenti del “partito della destra” e potenti esponenti di una oscura loggia massonica ( comprendo che, dopo la loggia P2 il connubio tra “neofascisti” e massoneria sia divenuto un topos letterario ma mi piacerebbe che qualcuno si interrogasse sul perché storicamente proprio il fascismo abbia messo fuori legge la massoneria).

Stupisce invece che nel romanzo , edito nel 2025 , l’autore non si interroghi sui cambiamenti che la modernità abbia provocato in quegli stessi ambienti dell’estrema destra in cui è ambientato il libro: basti pensare alle lacerazioni che ,in quegli ambienti, ha provocato il conflitto russo-ucraino .

Con qualche piccola modifica il romanzo potrebbe essere ambientato benissimo trant’anni orsono, all’epoca del primo governo Berlusconi.

Gli è che Varesi, lo apprendiamo dalla lettura , aderisce sostanzialmente alla teoria del “fascismo eterno” in base a cui il fascismo non fu un fenomeno storico, ma uno stato d’animo che racchiude gli aspetti meno reprensibili della natura umana “il fascismo è connaturato all’uomo” chiosa infatti il commissario in una conversazione con la sua fidanzata avvocatessa.

Ma sostenere che “fascista” altro non è che un sinonimo di violento, di prepotente , di assassino (si pensi  tornando al conflitto ucraino a come grottescamente entrambe le parti si scambino reciprocamente l’accusa di “fascismo) ,nuoce non poco all’intreccio letterario di un romanzo noir,  intreccio che, nelle  pagine del libro, si dipana pigramente e lentamente come le onde del lago.

D’altro canto se già dalla prima pagina intuiamo che l’assassino non è il maggiordomo ma il fascista tanto vale saltare direttamente all’ultima pagina.

Non sarebbe stato più intrigante, lo chiediamo a Varesi, interrogarsi su come il Male  possa insinuarsi anche negli ambienti più puri e disinteressati, magari tratteggiando una trama che descriva i rapporti tra i centri sociali e la sinistra “istituzionale” che li utilizza per eliminare o intimidire avversari politici?

Forse il Nostro accoglierà il suggerimento nella prossima indagine del commissario Soneri.

P.S. Colpisce che un anti-fascista come Varesi non abbia notato , all’ingresso del rifugio del lago Santo la presenza di una targa commemorante un fatto d’armi della Resistenza che celebra il combattimento tra una brigata partigiana e una fascista….ma Valerio Varesi ci sarà veramente stato sulle sponde del Lago Santo?

(Fabio Traverso)

Relatore

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